Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Sarebbe un segnale importante se l'Unione Italiana condannasse le celebrazioni sull'occupazione di Fiume


L'Unione Italiana è l’organizzazione unitaria, autonoma, democratica e pluralistica degli Italiani delle Repubbliche di Croazia e Slovenia. Si tratta di una importante realtà che rappresenta la minoranza autoctona italiana in Slovenia e Croazia, è legalmente registrata, quale associazione di cittadini, nella Repubblica di Croazia (con sede a Fiume) e nella Repubblica di Slovenia (con sede a Capodistria). I soci effettivi maggiorenni dell’Unione Italiana sono 37.444, di cui 3.099 in Slovenia e 34.345 in Croazia. E sono ben 53 le Comunità degli Italiani: 7 in Slovenia e 46 in Croazia. La grande maggioranza delle Comunità degli Italiani, 42, si trovano in Istria, 4 Comunità si trovano nelle regione liburnica (Fiume, Cherso, Lussinpiccolo e Veglia), 3 in Slavonia (Lipik, Ploštine e Kutina), 2 in Dalmazia (Spalato e Zara) e 1 a Zagabria.

Dunque si parla di una realtà fondamentale per gli italiani in Slovenia e Croazia. Una realtà che funge da ponte tra Italia, Slovenia e Croazia, che si adopera per l'amicizia tra i popoli in chiave europeista. E sarebbe certamente un bel segnale, europeista, un segnale importante, se da parte di questa organizzazione arrivasse un chiaro e deciso no, alt, stop, a quelle celebrazioni sull'occupazione di Fiume, di Rijeka, in atto da più parti, da Trieste a Monfalcone, da Ronchi all'Abruzzo. Con iniziative di stampo nazionalistico. Ricordiamo, come la storia ha insegnato, da Fiume ai fatti di Traù, che i primi a pagare le conseguenze di questi eventi catastrofici sono stati, nei luoghi citati, proprio gli italiani del luogo insieme ai croati vittime del nazionalismo suprematista italiano che si scagliava contro i croati, contro gli "slavi" in genere, reputati di "razza inferiore". Queste iniziative eversive posero le basi disastrose per distruggere i rapporti tra italiani e croati, ad esempio. Rapporti che solo in questi ultimi decenni stanno avanzando verso una fase di normalità. E le iniziative nazionalistiche e irresponsabili con cui si riportano pericolosamente indietro le lancette del tempo di cent'anni vedranno esposte soprattutto le minoranze italiane di questi luoghi.
Condannare questi eventi non può fare altro che rinforzare l'Unione italiana, rinforzare i rapporti tra italiani e croati e sloveni, e favorire i processi di riconoscimento dei diritti, storici, culturali, identitari, linguistici, della minoranza italiana in Slovenia e Croazia. 

mb

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