La mostra "memorie ritrovate" di Monfalcone? Mostra politica di stampo nazionalista

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Dobbiamo dircelo chiaramente, senza girarci intorno: quando prendi l’arte e la schiaffi a forza dentro la politica, cosa pretendi che ne esca fuori?! Ne esce una cosa che con l'arte non c'entra più un accidente! Ne esce propaganda, pura. Ed è esattamente quello che sta succedendo con la mostra "Memorie ritrovate" a Monfalcone. Ma io vi sfido ad entrarci! Voi entrate lì e cosa vi trovate davanti? Una galleria d'arte? Ma neanche per idea! Vi sembra di essere piombati a piedi giunti dentro la sede di una di quelle organizzazioni ultra-nazionaliste che per decenni hanno fatto dell'antijugoslavismo il loro dogma sacro e intoccabile! È un'operazione scopertamente politica, di uno stampo nazionalista che fa rizzare i capelli! E badate bene: il problema non sono gli artisti! Sia chiara una cosa: qui nessuno sta mettendo in discussione la grandezza o la qualità delle opere di Pietro Fragiacomo, di Guido Grimani, di Piero Coelli o di Carà. Per carità divina! L...

Sarebbe un segnale importante se l'Unione Italiana condannasse le celebrazioni sull'occupazione di Fiume


L'Unione Italiana è l’organizzazione unitaria, autonoma, democratica e pluralistica degli Italiani delle Repubbliche di Croazia e Slovenia. Si tratta di una importante realtà che rappresenta la minoranza autoctona italiana in Slovenia e Croazia, è legalmente registrata, quale associazione di cittadini, nella Repubblica di Croazia (con sede a Fiume) e nella Repubblica di Slovenia (con sede a Capodistria). I soci effettivi maggiorenni dell’Unione Italiana sono 37.444, di cui 3.099 in Slovenia e 34.345 in Croazia. E sono ben 53 le Comunità degli Italiani: 7 in Slovenia e 46 in Croazia. La grande maggioranza delle Comunità degli Italiani, 42, si trovano in Istria, 4 Comunità si trovano nelle regione liburnica (Fiume, Cherso, Lussinpiccolo e Veglia), 3 in Slavonia (Lipik, Ploštine e Kutina), 2 in Dalmazia (Spalato e Zara) e 1 a Zagabria.

Dunque si parla di una realtà fondamentale per gli italiani in Slovenia e Croazia. Una realtà che funge da ponte tra Italia, Slovenia e Croazia, che si adopera per l'amicizia tra i popoli in chiave europeista. E sarebbe certamente un bel segnale, europeista, un segnale importante, se da parte di questa organizzazione arrivasse un chiaro e deciso no, alt, stop, a quelle celebrazioni sull'occupazione di Fiume, di Rijeka, in atto da più parti, da Trieste a Monfalcone, da Ronchi all'Abruzzo. Con iniziative di stampo nazionalistico. Ricordiamo, come la storia ha insegnato, da Fiume ai fatti di Traù, che i primi a pagare le conseguenze di questi eventi catastrofici sono stati, nei luoghi citati, proprio gli italiani del luogo insieme ai croati vittime del nazionalismo suprematista italiano che si scagliava contro i croati, contro gli "slavi" in genere, reputati di "razza inferiore". Queste iniziative eversive posero le basi disastrose per distruggere i rapporti tra italiani e croati, ad esempio. Rapporti che solo in questi ultimi decenni stanno avanzando verso una fase di normalità. E le iniziative nazionalistiche e irresponsabili con cui si riportano pericolosamente indietro le lancette del tempo di cent'anni vedranno esposte soprattutto le minoranze italiane di questi luoghi.
Condannare questi eventi non può fare altro che rinforzare l'Unione italiana, rinforzare i rapporti tra italiani e croati e sloveni, e favorire i processi di riconoscimento dei diritti, storici, culturali, identitari, linguistici, della minoranza italiana in Slovenia e Croazia. 

mb

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