Il Villaggio dell'Arte di città fiera di Udine: Quando la Bellezza Conquista l'Insolito

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  L'arte non chiede permesso. Non cerca templi sacri per esistere, ma conquista spazi ovunque , vibrando laddove l'umanità si ritrova, anche nei luoghi più inaspettati. Nel cuore di Udine, capitale del nostro Friuli, tra le geometrie quotidiane del Città Fiera, è fiorito un manifesto di pura meraviglia: uno spazio espositivo in movimento , battezzato con grazia "Il Villaggio dell'Arte" . Questa alchimia visionaria nasce dal desiderio di Antonio Maria Bardelli e dall’energia dell’imprenditrice Elena Iuri (amministratore unico di City Adv e coordinatrice del progetto), guidata dal segno colto del noto designer e direttore artistico Stefano Borella — orgoglio del territorio, recentemente selezionato nella giuria internazionale del prestigioso Prize Designs for Modern Furniture + Lighting 2026 . Il percorso inaugurale si rivela come un viaggio in due tempi, un ponte teso tra l'emozione pura e la memoria storica attraverso due mostre straordinarie: "Oltre lo...

Sarebbe un segnale importante se l'Unione Italiana condannasse le celebrazioni sull'occupazione di Fiume


L'Unione Italiana è l’organizzazione unitaria, autonoma, democratica e pluralistica degli Italiani delle Repubbliche di Croazia e Slovenia. Si tratta di una importante realtà che rappresenta la minoranza autoctona italiana in Slovenia e Croazia, è legalmente registrata, quale associazione di cittadini, nella Repubblica di Croazia (con sede a Fiume) e nella Repubblica di Slovenia (con sede a Capodistria). I soci effettivi maggiorenni dell’Unione Italiana sono 37.444, di cui 3.099 in Slovenia e 34.345 in Croazia. E sono ben 53 le Comunità degli Italiani: 7 in Slovenia e 46 in Croazia. La grande maggioranza delle Comunità degli Italiani, 42, si trovano in Istria, 4 Comunità si trovano nelle regione liburnica (Fiume, Cherso, Lussinpiccolo e Veglia), 3 in Slavonia (Lipik, Ploštine e Kutina), 2 in Dalmazia (Spalato e Zara) e 1 a Zagabria.

Dunque si parla di una realtà fondamentale per gli italiani in Slovenia e Croazia. Una realtà che funge da ponte tra Italia, Slovenia e Croazia, che si adopera per l'amicizia tra i popoli in chiave europeista. E sarebbe certamente un bel segnale, europeista, un segnale importante, se da parte di questa organizzazione arrivasse un chiaro e deciso no, alt, stop, a quelle celebrazioni sull'occupazione di Fiume, di Rijeka, in atto da più parti, da Trieste a Monfalcone, da Ronchi all'Abruzzo. Con iniziative di stampo nazionalistico. Ricordiamo, come la storia ha insegnato, da Fiume ai fatti di Traù, che i primi a pagare le conseguenze di questi eventi catastrofici sono stati, nei luoghi citati, proprio gli italiani del luogo insieme ai croati vittime del nazionalismo suprematista italiano che si scagliava contro i croati, contro gli "slavi" in genere, reputati di "razza inferiore". Queste iniziative eversive posero le basi disastrose per distruggere i rapporti tra italiani e croati, ad esempio. Rapporti che solo in questi ultimi decenni stanno avanzando verso una fase di normalità. E le iniziative nazionalistiche e irresponsabili con cui si riportano pericolosamente indietro le lancette del tempo di cent'anni vedranno esposte soprattutto le minoranze italiane di questi luoghi.
Condannare questi eventi non può fare altro che rinforzare l'Unione italiana, rinforzare i rapporti tra italiani e croati e sloveni, e favorire i processi di riconoscimento dei diritti, storici, culturali, identitari, linguistici, della minoranza italiana in Slovenia e Croazia. 

mb

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