Quella geniale contaminazione tra antico e contemporaneo ad Aquileia

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  Nell’antico Impero Aquileia non era una città qualunque. Era la seconda città di tutto l'Impero , subito dopo Roma! Una metropoli brulicante, immensa, ricchissima. Oggi, certo, se uno ci va, di quell'immensità vertiginosa è rimasto poco in superficie. Ma se voi entrate nel Museo Archeologico Nazionale di Aquileia... ebbene, vi accorgete che quel passato glorioso è ancora tutto lì. Aquileia è un posto incredibile, una perla del Friuli dove si ha davvero la sensazione fisica che il tempo si sia fermato. È un luogo che trasuda storia da ogni singolo muro, da ogni angolazione. Ma la cosa straordinaria è quello che hanno sperimentato in mezzo a tutto questo. Un'idea che è di una semplicità disarmante eppure... di un'efficacia spaventosa! Cosa ti inventano? I colori! Ma non colori qualunque: i colori di Schifano, di Andy Warhol, di Festa, di Lichtenstein! Hanno preso queste serigrafie, questi quadri, e li hanno messi lì. E la cosa formidabile è che queste opere d'arte ...

Sarebbe un segnale importante se l'Unione Italiana condannasse le celebrazioni sull'occupazione di Fiume


L'Unione Italiana è l’organizzazione unitaria, autonoma, democratica e pluralistica degli Italiani delle Repubbliche di Croazia e Slovenia. Si tratta di una importante realtà che rappresenta la minoranza autoctona italiana in Slovenia e Croazia, è legalmente registrata, quale associazione di cittadini, nella Repubblica di Croazia (con sede a Fiume) e nella Repubblica di Slovenia (con sede a Capodistria). I soci effettivi maggiorenni dell’Unione Italiana sono 37.444, di cui 3.099 in Slovenia e 34.345 in Croazia. E sono ben 53 le Comunità degli Italiani: 7 in Slovenia e 46 in Croazia. La grande maggioranza delle Comunità degli Italiani, 42, si trovano in Istria, 4 Comunità si trovano nelle regione liburnica (Fiume, Cherso, Lussinpiccolo e Veglia), 3 in Slavonia (Lipik, Ploštine e Kutina), 2 in Dalmazia (Spalato e Zara) e 1 a Zagabria.

Dunque si parla di una realtà fondamentale per gli italiani in Slovenia e Croazia. Una realtà che funge da ponte tra Italia, Slovenia e Croazia, che si adopera per l'amicizia tra i popoli in chiave europeista. E sarebbe certamente un bel segnale, europeista, un segnale importante, se da parte di questa organizzazione arrivasse un chiaro e deciso no, alt, stop, a quelle celebrazioni sull'occupazione di Fiume, di Rijeka, in atto da più parti, da Trieste a Monfalcone, da Ronchi all'Abruzzo. Con iniziative di stampo nazionalistico. Ricordiamo, come la storia ha insegnato, da Fiume ai fatti di Traù, che i primi a pagare le conseguenze di questi eventi catastrofici sono stati, nei luoghi citati, proprio gli italiani del luogo insieme ai croati vittime del nazionalismo suprematista italiano che si scagliava contro i croati, contro gli "slavi" in genere, reputati di "razza inferiore". Queste iniziative eversive posero le basi disastrose per distruggere i rapporti tra italiani e croati, ad esempio. Rapporti che solo in questi ultimi decenni stanno avanzando verso una fase di normalità. E le iniziative nazionalistiche e irresponsabili con cui si riportano pericolosamente indietro le lancette del tempo di cent'anni vedranno esposte soprattutto le minoranze italiane di questi luoghi.
Condannare questi eventi non può fare altro che rinforzare l'Unione italiana, rinforzare i rapporti tra italiani e croati e sloveni, e favorire i processi di riconoscimento dei diritti, storici, culturali, identitari, linguistici, della minoranza italiana in Slovenia e Croazia. 

mb

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