Cent'anni dalla prima vittima dello squadrismo fascista a Ronchi, Erminio Rusig

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  Il 15 ottobre del 1926 saranno cent'anni della prima vittima del fascismo squadrista a Ronchi. Erminio Rusig un giovane ronchese poco più che ventenne. La sua storia è stata ricordata nel tempo dalla staffetta partigiana Elda Soranzio e dal partigiano e senatore Silvano Bacicchi e da Giacomo Mininel.  Siamo a Ronchi , è il 24 aprile del 1925. È sabato sera.  Erminio Rusig è lì con i suoi quattro compagni, vanno fino a San Pier, si divertono, e poi tornano a casa che è passata la mezzanotte. Si salutano al bivio della Pesa, ognuno per la sua strada. Erminio viene intercettato da una squadraccia . Lo fermano con le pistole e i manganelli. Lui prova a scappare, ma quelli sono in tanti, lo raggiungono e iniziano a picchiare duro. Lo atterrano a colpi di manganello e poi, quando è già a terra privo di sensi — che è una cosa di una vigliaccheria pazzesca — continuano a prenderlo a calci. E per finire, gli sparano pure: un colpo al basso ventre. Dopodiché, succede una cosa che...

Sarebbe un segnale importante se l'Unione Italiana condannasse le celebrazioni sull'occupazione di Fiume


L'Unione Italiana è l’organizzazione unitaria, autonoma, democratica e pluralistica degli Italiani delle Repubbliche di Croazia e Slovenia. Si tratta di una importante realtà che rappresenta la minoranza autoctona italiana in Slovenia e Croazia, è legalmente registrata, quale associazione di cittadini, nella Repubblica di Croazia (con sede a Fiume) e nella Repubblica di Slovenia (con sede a Capodistria). I soci effettivi maggiorenni dell’Unione Italiana sono 37.444, di cui 3.099 in Slovenia e 34.345 in Croazia. E sono ben 53 le Comunità degli Italiani: 7 in Slovenia e 46 in Croazia. La grande maggioranza delle Comunità degli Italiani, 42, si trovano in Istria, 4 Comunità si trovano nelle regione liburnica (Fiume, Cherso, Lussinpiccolo e Veglia), 3 in Slavonia (Lipik, Ploštine e Kutina), 2 in Dalmazia (Spalato e Zara) e 1 a Zagabria.

Dunque si parla di una realtà fondamentale per gli italiani in Slovenia e Croazia. Una realtà che funge da ponte tra Italia, Slovenia e Croazia, che si adopera per l'amicizia tra i popoli in chiave europeista. E sarebbe certamente un bel segnale, europeista, un segnale importante, se da parte di questa organizzazione arrivasse un chiaro e deciso no, alt, stop, a quelle celebrazioni sull'occupazione di Fiume, di Rijeka, in atto da più parti, da Trieste a Monfalcone, da Ronchi all'Abruzzo. Con iniziative di stampo nazionalistico. Ricordiamo, come la storia ha insegnato, da Fiume ai fatti di Traù, che i primi a pagare le conseguenze di questi eventi catastrofici sono stati, nei luoghi citati, proprio gli italiani del luogo insieme ai croati vittime del nazionalismo suprematista italiano che si scagliava contro i croati, contro gli "slavi" in genere, reputati di "razza inferiore". Queste iniziative eversive posero le basi disastrose per distruggere i rapporti tra italiani e croati, ad esempio. Rapporti che solo in questi ultimi decenni stanno avanzando verso una fase di normalità. E le iniziative nazionalistiche e irresponsabili con cui si riportano pericolosamente indietro le lancette del tempo di cent'anni vedranno esposte soprattutto le minoranze italiane di questi luoghi.
Condannare questi eventi non può fare altro che rinforzare l'Unione italiana, rinforzare i rapporti tra italiani e croati e sloveni, e favorire i processi di riconoscimento dei diritti, storici, culturali, identitari, linguistici, della minoranza italiana in Slovenia e Croazia. 

mb

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