Quando da Ronchi nel 1953 rischiò di partire una nuova marcia ma per prendere Trieste, fu fermata dagli inglesi

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Siamo negli archivi del Dipartimento di Stato americano, documenti desecretati da poco. E salta fuori un telegramma del 1953. Un documento che scotta, perché ci racconta quanto siamo andati vicini a un pasticcio colossale proprio lì, a Ronchi. Ma prima, facciamo un po’ di contesto. Trieste, in quegli anni, è un posto incredibile. C’è il Territorio Libero, che però sulla carta è una cosa e nella realtà è un’altra. Comandano gli Alleati. Prima c'è stato un generale inglese, Sir Terence Airey: un uomo che piaceva a tutti i filo italiani, un periodo d'oro! Trieste era un pezzo d'America in Italia: cinema a ogni angolo, dollari che giravano a fiumi e, pensate, più di tremila ragazze triestine che alla fine sposano soldati americani e partono per il "sogno". Airey era uno che vedeva di buon occhio gli italiani, era un anticomunista convinto, si andava d'accordo. Poi però arriva Sir Thomas Winterton. E qui la musica cambia. Winterton è un inglese tutto d...

Intervenga la Repubblica di Croazia,da Ronchi parte la marcia del ricordo per la presa di Fiume


Un gruppo neofascista di Brescia, ha organizzato per il periodo che va dal 10 al 12 settembre una marcia in ricordo della presa di Fiume da parte di Gabriele D'Annunzio. Si legge: "A 100 anni dalla Santa Entrata di D'Annunzio e i suoi Legionari nella città di Fiume ripercorriamo il tragitto della marcia. Una marcia a piedi di 3 giorni per onorare la memoria delle Terre Italiane di Istria e Dalmazia."  Una marcia del ricordo, che dovrebbe partire da Ronchi dei Legionari, paese che ha questo nome, voluto dal fascismo, per omaggiare l'occupazione di una città non italiana, quale l'odierna Rijeka. Marcia nazionalistica, organizzata da un gruppo fascista, per onorare e celebrare quell'evento che porrà le basi per l'italianizzazione forzata contro i popoli "slavi", antesignana del fascismo, razzista e che ha rischiato di trascinare l'Italia in guerra, non appena terminata la prima guerra mondiale e che si concluderà con una sessantina di morti dove per la prima volta si spareranno tra loro militari italiani. Intervenga con decisione la Repubblica di Croazia per evitare che questi personaggi possano mettere piede sul suolo croato e per evitare che queste iniziative fasciste, finalizzate a celebrare l'occupazione di terre altrui, quale la bella città di Fiume,Rijeka, possano essere ammesse sul territorio italiano. Purtroppo sono in corso degli sdoganamenti sconcertanti di questo evento, diventato un fatto simbolico importantissimo per il nazionalismo italiano, che ha avuto un ruolo di ponte tra la prima guerra mondiale ed il fascismo e sarà devastante per gli equilibri del confine orientale e la pace Adriatica. Sono in corso anche delle scellerate legittimazioni istituzionali verso questi eventi celebrativi con rappresentati di amministrazioni pubbliche della Repubblica italiana che partecipano a iniziative rievocative o celebrative della marcia di occupazione di Fiume. Qualche audace imbecille camerata fascista probabilmente non aspetterà altro che sventolare il tricolore italiano sulla città di Rijeka, per questo centenario, provocazioni tanto stupide quanto pericolose che rischiano di riaccendere dei focolai che solo qualche irresponsabile, fascista o nazionalista, può voler vedere riacceso per cercare di riprendersi quelle terre da sempre contese dall'imperialismo fascista italiano. E comunque questi audaci, si fa per dire, camminatori, dovrebbero sapere che da Ronchi non partirono a piedi, i legionari, ma con delle camionette.

mb


Commenti

  1. I soliti ignorantelli che citano sempre la Dalmazia, senza sapere che dopo la prima guerra mondiale fu annessa al neoformato Regno dei Serbi, Croati e Sloveni e non all'Italia, mentre a quest'ultima, di tutta la Dalmazia, venne annessa solamente la città di Zara, come enclave circondata da territorio jugoslavo. All'epoca era anche l'unica città a maggioranza italiana, la seconda Spalato con solo il 10% di italiani, mentre la Dalmazia intera contava un bel 97% di popolazione croata.
    Chissà come mai non vanno a marciare anche nel Canton Ticino, dove la popolazione è italiana nella sua quasi totalità.

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