Monfalcone, la toponomastica racconta l'identità politica di una città da sempre moderata ma nelle scuole prevale l'intitolazione militare

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  Se si vanno a guardare dal 1948 ad oggi le volontà democratiche del popolo monfalconese alle urne, si sono affermati ben otto sindaci democristiani, cinque sindaci socialisti sino al 1993, tre sindaci seppur con mandati rinnovati di centrosinistra,  dal 1993 al 2016 e dal 2016 amministra la destra radicale. Una città fondamentalmente di spirito centrista, moderato, moderazione che la si intravede anche nella storia della toponomastica e odonomastica cittadina. Perchè a volte i nomi dei luoghi, delle vie, delle strade e delle piazze, parlano meglio di qualsiasi altro atto e gesto politico. Fotografano ciò che è stato ma che non è detto che continuerà ad essere, perchè oggi riuscire a cambiare i nomi delle vie, nel bene o nel male, dipende dai punti di vista, è decisamente più complicato rispetto al passato che rischia pertanto di essere indelebile e rappresentare un mondo, una società che non esiste più con tutte le contraddizioni del caso. Su circa 300 vie esis...

Arriverà la provincia "italiana" d'Istria?

Come si è appreso dal Piccolo e da Radiocapodistria è in corso un dibattito in Slovenia sulla nuova articolazione geopolitica ed amministrativa che dovrebbe avere il giovane stato, che ricordiamo fu il primo a staccarsi dalla Jugoslavia mirando alla sua indipendenza diventando una sorta di eldorado del capitalismo dei Balcani, tra casinò e quant'altro. Si propongono delle province, ed una di queste province mirerebbe ad unire l'area istriana con quella interna della Notranjska e si arriverebbe ad avere un territorio ben molto più esteso rispetto a quello più circoscritto e limitato del Litorale con una popolazione di circa 170 mila abitanti. Tutto ciò da parte da alcuni esponenti della minoranza autoctona italiana viene visto come un qualcosa di pericoloso per i diritti acquisiti che potrebbero subire un vero e proprio annacquamento in una zona dove, pur sulla carta essendo sicuramente avanzato il livello dei diritti contemplati per la tutela dell'italiano, nella pratica non è che l'applicazione sia proprio rosea. E si propone, dunque, per salvaguardare l'omogeneità territoriale, una piccola provincia, che interessi solo i Comuni costieri, Ancarano, Capodistria, Isola e Pirano per quella che in sintesi potrebbe essere definita in via semplicistica come una piccola provincia "italiana" a statuto speciale, visto che nascerebbe per la tutela dei diritti delle minoranze linguistiche italiane.Diritti che vanno garantiti anche in conformità del Memorandum di Londra e atti conseguenti. Poi, nella pratica, anche se sono sempre di più gli italiani transfrontalieri, ma gli italiani residenti in questa zona non arrivano ad oltre 3 mila unità circa. I numeri di oggi sono questi, ma i diritti devono prescindere dai numeri, perchè riguardano anche la storia dei luoghi, l'identità culturale dei luoghi, le radici dei luoghi, che in Istria sono plurime come nella vicina Friuli Venezia Giulia. Certo che il tutto viene proposto quando non si ha il coraggio neanche di osare di proporre una targa che ricordi Nazario Sauro nella sua casa natale, come fatto storico e non celebrativo, a cent'anni dalla collocazione della stessa e rimossa alla fine della seconda guerra mondiale, è a dir poco singolare.

mb

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