Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

7 gli italiani nel mondo di cui non si hanno notizie,passando dal caso di Giulio, a Silvia Romano a Padre Dall'Oglio e non solo


L'appello su Repubblica, della famiglia di Giulio, quotidiano nazionale che fin dall'inizio ha seguito con dedizione e grande attenzione il caso di Giulio, ha sicuramente colpito. La situazione è incresciosa, siamo al punto di stallo, mentre business e affari con l'Egitto continuano come se niente fosse mai successo. Ogni giorno si aggiunge un nuovo tassello al puzzle degli affari tra questi Italia ed Egitto, mentre si punta ai sei miliardi di euro di scambi commerciali
Interessante la discussione emersa nel programma  Tutta la città ne parla, su Rai Radio Tre.
Si è parlato del caso di Giulio, evidenziando lo stato delle cose, pessimo, il come l'Italia si sia piegata agli interessi egiziani, ai casi di altre 7 cittadini italiani, in parte dimenticati, in parte no. Italiani scomparsi nel mondo.   I più noti sono sicuramente i rapimenti ormai 6 anni fa  di padre Paolo Dall'Oglio in Siria e della volontaria poco più che ventenne Silvia Romano scomparsa in Kenya il 20 novembre scorso. Al momento sono ancora 7 gli italiani nel mondo di cui non si hanno notizie. Si legge.

Inceppare il meccanismo di silenzio,  si dice nel programma.  Dure le parole della sorella di padre Dall'Oglio, la quale evidenzia che si tratta di una "vicenda con lati oscuri, con le istituzioni che non hanno mai dato riscontri, non abbiamo la percezione reale che si sia lavorato a livello di intelligence, dentro di noi c'è il sospetto che sia entrato in un gioco dove ci sono interessi politici contrastanti non necessariamente italiani." Rimarcando che "Quattro governi che si sono alternati, a livello concreto nessun riscontro. C'è chi dice che sia stato ucciso, chi sia ostaggio con neozelandesi. Quella di Paolo è una vicenda che si inserisce con tanti altri scomparsi in Siria." Sottolineando che forse una svolta potrebbe arrivare grazie ai 5 milioni di dollari stanziati dal dipartimento di Stato americano a chiunque dia notizie anche sulla vicenda di Paolo.
Così come la vicenda di  Silvia Romano,  nel programma è emerso che si è aperto il processo nel villaggio dove è stata rapita, ma non si sa nulla di lei da metà gennaio, non si sa dove sia e né a chi sia in mano. Una giovane donna, che è viva. Questo è l'approccio che si deve avere.
Come per gli altri scomparsi di cui non si parla mai. I commercianti napoletani, Raffaele Russo di 60 anni, il figlio Antonio di 25 e il nipote Vincenzo di 29 scomparsi in Messico il 31 gennaio 2018 dopo essere stati fermati dalla polizia in una stazione di servizio di Tecalitlan. Padre Luigi Maccalli di Cremona, 57 anni, rapito in Niger il 18 settembre 2018 da presunti jihadisti, Luca Tacchetto 30enne della provincia di Padova, di lui si sono perse le tracce il 15 dicembre scorso quando si trovava in Kurkina Faso insieme all’amica canadese Edith Blais. Casi, ognuno con le sue peculiarità, che dovrebbero essere tutte delle massime priorità per il nostro Stato. Ma così pare proprio non essere. Anzi.

mb

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