Il grande colosso di Monfalcone è destinato a sparire

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  A soli centocinquanta metri d’altezza, quella ciminiera appare quasi ridotta se paragonata ai mostri d’acciaio e cemento da duecentocinquanta metri che solitamente feriscono i nostri cieli. Una misura contratta che fu, in un passato felicemente archiviato, fonte di dissapori ed un prezzo pagato sull'altare di uno sviluppo che non guardava in faccia a nessuno. Oggi, però, quel manufatto non è più soltanto il residuo di un’era industriale: è una spina dorsale della memoria collettiva, un reperto di vera e propria  archeologia dell'anima.  Eppure, si preferisce la metaforicamente la ruspa alla tutela. Con una furia iconoclasta degna della distruzione del Colosso di Roma, quell'imponente profilo si avvia ad essere cancellato dalla terra e dallo sguardo, destinato a sopravvivere solo nella memoria nostalgica di chi — da Trieste alle alture del Carso — vedeva in quella torre il punto fermo con cui riconoscere l'orizzonte di Monfalcone. La storia recente dell'Italia offr...

Il mondo gattopardiano dopo il coronavirus

C'è stato un tempo sconvolgente che sembrava non finire più. Sembrava che il mondo perduto non sarebbe più potuto tornare. Sembrava tutto. E invece, non è cambiato niente. Dopo settimane di bombardamenti mediatici ai limiti del terrorismo psicologico su come ci si dovesse comportare per evitare di essere contagiati dal cornoavirus e non incorrere nella covid19, sembraba impensabile pensare che il post coronavirus, potesse essere come il prima. Nulla sarà come prima, si diceva. Ci sarà un prima coronavirus, un dopo coronavirus. Si ripeteva.  La stretta di mano sembrava essere destinata all'estinzione, gli abbracci, essere ridotti al minimo, il baciarsi sulla guancia, due, tre volte, all'italiana, a rischio estinzione come i dinosauri, e che dire della distanza di sicurezza sociale di almeno un metro? Si temeva che questo potesse essere il modo tipico delle relazioni "aosciali".  Si pensava che potesse derivarne l'Italia dei balconi di D'Annunzio e Mussolini, ma cosa è realmente cambiato da quella tragedia? Le guerre c'erano prima, e ci sono oggi, le violenze c'erano prima, e ci sono oggi. In sostanza, nulla è cambiato, il mondo è andato in assoluta continuità, in stile gattopardiano, nel suo lato peggiore. 

mb

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