La ciminiera di Monfalcone va salvaguardata non demolita

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In Italia spesso si preferisce inseguire la via della tabula rasa, dell'annientamento, del vuoto, per dare spazio al nuovo che sormonta e travolge tutto ciò che è stato nel bene e nel male. Ci sono manufatti che hanno segnato la vita e la quotidianità di una comunità. Ci sono manufatti architettonici che caratterizzano i luoghi ed uno di questi è indiscutibilmente la ciminiera di Monfalcone di cui si apprende che nel 2027 avverrà la sua demolizione. Qui non è chiaramente in discussione la riconversione della centrale attuale ma di ciò che esteticamente, simbolicamente, rappresenta quel manufatto enorme di circa 150 metri circa realizzato nel secolo scorso e che andrebbe preservato piuttosto che spazzato via. Quel manufatto potrebbe essere considerato come ciminiera storica industriale, elemento tipico del paesaggio industriale monfalconese. Perchè non valutarne la sua valorizzazione a livello conservativo, anche come elemento storico di riflessione di come i processi ...

Perchè il Ministero dell'Interno pubblica solo il cruscotto giornaliero degli sbarchi?Intanto il FVG diventa centro di espulsione diffuso

Grazie ad un cruscotto statistico giornaliero, a cura del dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione, è disponibile un insieme di numeri aggregati sul fenomeno degli sbarchi. Ma, come, è noto, dalle parti del confine orientale, si è iniziato a parlare di muri, reticolati, barriere diffuse, che potrebbero trovare luogo qualora i pattugliamenti misti non avranno efficacia. Il problema sarebbe dovuto alla fantomatica mini rotta balcanica che anche nella sua punta massima ha solo sfiorato in modo irrisorio la nostra regione che ha sul totale nazionale solo un 3% di migranti e in base alla popolazione residente l'incidenza è da 0,. Il problema c'è, sicuramente, ma stiamo parlando di dimensioni irrisorie rispetto alla complessità del fenomeno immigratorio.
Quindi stiamo parlando del niente. Un niente che ha visto trasformare il FVG in un centro di espulsione diffuso. Dall'accoglienza diffusa, all'espulsione diffusa. Passando dal CPR di Gradisca pronto a partire,  alla riduzione di fondi a chi si occupa d'accoglienza, passando dall'accordo di 5 milioni di euro messi a disposizione a favore della Regione che avrà il compito di intercettare gli stranieri da sostenere e accompagnare nel percorso di ritorno nel loro Paese di origine alla possibilità di procedure accelerate per la determinazione della protezione internazionale in frontiera, previste nel caso in cui un richiedente presenti la domanda di protezione direttamente alla frontiera o nelle zone di transito, dopo essere stato fermato per aver eluso o tentato di eludere i relativi controlli. In tali casi, la procedura potrà essere svolta direttamente alla frontiera o nelle zone di transito. Il tutto mentre dalle parti del confine orientale si rivaluta il sistema Dublino, perchè così facendo, i richiedenti asilo potranno essere allontanati con maggior facilità verso l'est, visto che sicuramente il FVG non sarà per la maggioranza di costoro il primo paese d'accoglienza. Insomma, perchè dalle parti del ministero non pubblicano i dati del cruscotto giornaliero aggiornati anche alla situazione del confine orientale? Forse perchè i dati nel loro insieme dimostrano che il fenomeno immigratorio in corso da questa parte d'Italia è praticamente inconsistente?

mb

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