Alla fine cosa è cambiato dai tempi della cortina di ferro?

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    La celebre frase di Churchill «da Stettino, sul Baltico, a Trieste, sull’Adriatico, una cortina di ferro è calata attraverso il continente» faceva parte di un discorso pronunciato a Fulton, nel Missouri (Stati Uniti), il 5 marzo 1946.  L'inglese aveva utilizzato l’espressione «cortina di ferro» quasi un anno prima, in un telegramma personale inviato al presidente Truman il 12 maggio 1945.   Si tratta di un messaggio accorato, nel quale Churchill esprime la propria «profonda inquietudine» riguardo alle intenzioni dei russi nell’Europa orientale: “ Una cortina di ferro è calata sul loro fronte [dei russi]. Non sappiamo che cosa stia succedendo dietro di essa. Non c’è dubbio che l’intera regione ad est della linea Lubecca – Trieste – Corfù sara presto completamente nelle loro mani. A ciò inoltre bisogna aggiungere l’enorme area tra Eisenach e l’Elba che gli americani hanno conquistato e che presumo i russi occuperanno fra poche settimane, quando gli americ...

La Carta del Carnaro e la tutela del bilinguismo. Una grande farsa storica

Abbiamo già evidenziato una delle più grandi fake news che hanno caratterizzato probabilmente la marcia su Fiume che ha anticipato quella su Roma, guidata da colui che da molti è stato definito come il padre delle fake news a partire dal concetto inventato della "vittoria mutilata". Gabriele D'Annunzio. La fake news di Lenin che riconosceva il carattere rivoluzionario di D'Annunzio. Che aveva come fonte una voce di corridoio catturata da un giornalista, forse, per sentito dire da quel Bombacci che da comunista che era, finirà a testa in giù a piazzale Loreto insieme a Mussolini. Ed il tutto veniva riportato in un trafiletto della Stampa del 30 dicembre 1920. Sulla questione di Fiume si tende a guardare non la luna, ovvero il carattere eversivo, nazionalistico e militarista di quell'atto, ovvero annettere una città straniera all'Italia, ma il dito. Un dito che distrae, un dito fatto di follie e deliri, che non potrà mai cambiare il volto della luna. E il volto della luna di quel settembre del 1919 fu pessimo. Come ha avuto modo di evidenziare anche il Sindaco di Fiume in risposta alle celebrazioni in atto a Trieste per D'Annunzio e marcia di Fiume, denunciando il carattere tirannico del "duce divino" come si faceva chiamare D'Annunzio, denunciando la pericolosità oltre che la vergogna per siffatte celebrazioni che riguardano " l’occupazione delle terre degli altri". Uno dei tanti miti che si tirano in ballo per legittimare quanto accaduto a Fiume, è la Carta del Carnaro con alcuni suoi principi, come la fantomatica tutela del bilinguismo. Carta che non venne mai applicata, tra le altre cose. Nella stessa Carta si legge che: "Il ritmo romano, il ritmo fatale del compimento, deve ricondurre su le vie consolari l’altra stirpe inquieta che s’illude di poter cancellare le grandi vestigia e di poter falsare la grande storia. Nella terra di specie latina, nella terra smossa dal vomere latino, l’altra stirpe sarà foggiata o prima o poi dallo spirito creatore della latinità". Doveva realizzarsi la supremazia della cultura latina rispetto a quella slava ritenuta inquieta e destinata a soccombere, Dunque, anche se si prevedeva il riconoscimento delle lingue nelle scuole, pur rimarcandosi che in tutte le scuole di tutti i Comuni l’insegnamento della lingua italiana ha privilegio insigne, in verità, è una parvenza di tutela, una grande farsa storica. D'altronde hanno parlato i fatti, ed abbiamo visto come si è tutelato il bilinguismo in quelle terre da parte dei democratici occupatori. A colpi di olio di ricino, e con il considerare i croati e i popoli slavi nel complesso come "mandrie di porci", luride scimmie, "schiaveria bastarda". Questa era la luna e non il dito.
mb

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