L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

50 mila firma per chiedere la restituzione dello striscione verità per Giulio Regeni



Praticamente 50 mila firme, una delle petizioni più firmate di sempre, a 40 mesi e più dalla scomparsa di Giulio per mano di un regime criminale che continua ad essere "amico" di varie democrazie occidentali, a partire dall'Italia e dall'Unione Europea, di cui Giulio era cittadino. Dopo la vergognosa rimozione dello striscione di Giulio dal palazzo della Regione del FVG, da piazza dell'Unità di Trieste, si è sollevato un giusto putiferio. Si voleva attaccare con quella rimozione la presunta strumentalizzazione politica, non si è mai capito quale realmente poi fosse, quando in realtà alla fine la rimozione dello striscione è diventato un gesto chiaramente politico strumentale con lo scopo di attaccare un simbolo che recava fastidio. Poi, ognuno, può trincerarsi dietro le scuse che vuole, ma quel gesto, meditato o meno che fosse, segue quello altrettanto vergognoso del Comune di Trieste dell'ottobre del 2016 e di altre località italiane che lo hanno rimosso. Si tratta di una manciata di casi, un nulla rispetto a quanti sono i Comuni che lo hanno esposto, alle scuole, università, e luoghi pubblici. Ma pur sempre si tratta di un caso grave, perchè avviene nella regione di Giulio, nella terra di Giulio. E in Egitto questo lo sanno. La protesta non si arresta e continua attraverso varie modalità, come quella della petizione, che si appresta a diventare probabilmente una delle petizioni più firmate di sempre, a prescindere dal fatto che lo striscione verrà restituito al suo luogo o meno, la solidarietà che c'è stata è enorme, e ciò non può lasciare indifferenti, per quella verità che si conquista anche con quel simbolo rimosso dal palazzo della Regione. 

mb

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