Alla fine cosa è cambiato dai tempi della cortina di ferro?

Immagine
    La celebre frase di Churchill «da Stettino, sul Baltico, a Trieste, sull’Adriatico, una cortina di ferro è calata attraverso il continente» faceva parte di un discorso pronunciato a Fulton, nel Missouri (Stati Uniti), il 5 marzo 1946.  L'inglese aveva utilizzato l’espressione «cortina di ferro» quasi un anno prima, in un telegramma personale inviato al presidente Truman il 12 maggio 1945.   Si tratta di un messaggio accorato, nel quale Churchill esprime la propria «profonda inquietudine» riguardo alle intenzioni dei russi nell’Europa orientale: “ Una cortina di ferro è calata sul loro fronte [dei russi]. Non sappiamo che cosa stia succedendo dietro di essa. Non c’è dubbio che l’intera regione ad est della linea Lubecca – Trieste – Corfù sara presto completamente nelle loro mani. A ciò inoltre bisogna aggiungere l’enorme area tra Eisenach e l’Elba che gli americani hanno conquistato e che presumo i russi occuperanno fra poche settimane, quando gli americ...

Nazario Sauro e Capodistria. Dalla targa,ai monumenti,spazzati via


Due fronti opposti, due opposti ideologici, ma che hanno trovato in comune, per ragioni diverse, l'avversità verso Nazario Sauro, mazziniano, irredentista, impiccato per tradimento dall'Austria nell'agosto del 1916. Verrà strumentalizzato, come accadrà per altri personaggi, dal fascismo, per diventare un veicolo, un mezzo con cui imporre il culto dell'italianità. Interessante notare che fine hanno fatto i monumenti, ivi inclusi la targa, che ricordavano Nazario Sauro nella sua città natale, Capodistria. 
Il 10 agosto del 1919, tre anni dopo la sua morte, nella casa dove nacque il 20 settembre del 1880, oggi numero 10 nella zona del piazzale dei pescatori, alle spalle di quella colata di cemento che ha rubato metri al mare per dare spazio al porto, venne posta una targa che ne ricordava i natali.

“FRA QUESTE MURA
A DI XX SETTEMBRE MDCCCLXXX
SORTI GLI UMILI NATALI
NAZARIO SAURO
E IL DESTINO LO SERBAVA
A CORONARE DI GLORIA
A SANTIFICARE DI MARTIRIO
LE ORE SUPREME
DEL SERVAGGIO ISTRIANO”
CAPODISTRIA
POSE
IL X AGOSTO MCMXIX
TERZO ANNIVERSARIO
DAL SUPPLIZIO DELL’EROE

Capodistria passerà al Regno d'Italia nel 1921. E vi rimarrà fino a quando con l'otto settembre del '43 ci sarà il tracollo del Regno d'Italia con le peripezie che caratterizzeranno il dopoguerra. Sotto il fascismo, in quella casa, sopra la porta, verrà posto anche il leone di San Marco. Il tutto verrà rimosso dai comunisti, che videro in Sauro un simbolo del fascismo completando l'opera anche con ciò che rimaneva del monumento realizzato    nel 1935.
Vennero avviati nel 1926 i lavori per l'imponente monumento al marinaio d'Italia, come veniva chiamato Sauro, vent'anni di tempo dall'atto dell'uccisione, alla posa della prima pietra, all'inaugurazione, che avvenne il 9 giugno 1935, con la presenza di Vittorio Emanuele III e altre personalità varie, come il Duca d'Aosta. Monumento che venne distrutto dai nazisti, durante l'occupazione della Venezia Giulia, tra fine maggio e giugno del '44 perchè pare potesse essere di riferimento per l'aviazione "nemica". Ma la verità è che quel monumento era avverso ai nazisti presenti a Capodistria perchè Sauro era considerato come un traditore dai tedeschi fedeli all'Impero. Quello che rimase del monumento, le statue, verranno poi fuse dai comunisti jugoslavi, come accadrà per la torretta del sommergibile Pullino, che si trovava presso il cortile di una scuola liceale di Capodistria. 

 Il Pullino era il sommergibile di Sauro.





Insomma, interessante notare come alla fine di Sauro, a Capodistria, si sia in sostanza fatta piazza pulita. Pare che delle aperture stiano prendendo sempre più consistenza per ripristinare la targa nella casa natale, con una dicitura diversa rispetto a quella nazionalistica del 1919, per ricordare e non celebrare, come invece rischia di accadere a Trieste con la statua di D'Annunzio in merito all'occupazione della città di Fiume, a cent'anni esatti dalla posa di quella targa nel quartiere dei pescatori, un fatto storico, un personaggio che appartiene, nel bene o nel male, alla storia di Capodistria, città dove nacque. E porre quella targa, nella casa natale di Sauro, senza la retorica nazionalistica di un tempo, potrebbe essere un segno di maturità, in una città che vuole ritagliarsi uno spazio importante all'interno dell'Europa unita nella diversità, cercando di superare ogni forma di nazionalismo da qualsiasi parte questo provenga .
Una frase che si potrebbe proporre, tenendo conto ovviamente della volontà della famiglia e delle proposte già formulate e del giusto compromesso che andrà ricercato potrebbe essere ...
"a cent'anni dalla prima posa, dopo la rimozione,la comunità decise di restituire la targa, con cui ricordare il marinaio d'Italia, Nazario Sauro, che in questa casa ebbe i natali il 20 settembre del 1880".

 mb

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?