La stanza del macellaio dove si consumò il disastro di Fiume

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La Storia non è solo un libro per professori occhialuti è un oggetto che si presta all'uso e consumo del popolo. È dinamica, dicono . Io affermo che è ricca di contraddizioni spettacolari, come il caso di  Ronchi . Da una parte viviamo in un mondo dove dei burocrati si puliscono le scarpe per entrare nel salotto buono di Gorizia e Nova Gorica, sventolando il vessillo della "Capitale Europea della Cultura". Dall'altra, con un sussulto di nazionalismo coerente con lo spirito strepitoso di questi tempi, si propone di intitolare una piazza ai sette "giurati" che con delle parole nella notte di un fine agosto ronchese del 1919 posero le basi per l'inferno di Fiume. Sono cent’anni che questa città porta addosso il marchio "dei Legionari" , come una cicatrice che non si decide a rimarginare, un tatuaggio fatto da usurpatori della storia e dell'identità durante il fascismo. Se il vostro dio è il Nazionalismo, se vi eccitate, esaltate, al ...

Il mini controesodo degli italiani verso la Slovenia


No. Nessun ritorneremo nostalgico, nazionalistico di tempi bui e cupi. Ma una semplice necessità, scelta di vita, e opportunità. Il Piccolo di Trieste ha dedicato ampio spazio ad una questione che si sta consolidando nel corso degli anni, soprattutto da quando la Slovenia è entrata nell'Unione Europea. Quello che da molti è chiamato come un mini controesodo di italiani verso la Slovenia. 
Le ragioni sono plurime, variegate. Si legge sul Piccolo che le mete preferite sono località come "Sesana, Cosina, Lokev, Divaccia,  Veliki Dol, Storje e San Daniele (Stanjel),Bertocchi, Skofije, Crevatini, Ancarano ,Capodistria e Isola. " Si va da chi lì si è stabilito, a chi fa il pendolarismo tra la Slovenia e Trieste, si parla addirittura di 2.500 pendolari, tanti quanto sarebbero i cittadini dichiaratesi di nazionalità italiana in Slovenia. Ma potrebbero essere ben di più.
Un fenomeno che cresce tanto che su RadioCapodistria parte un programma dal nome un caffè in Slovenia dedicato agli italiani residenti in Slovenia, che hanno deciso di trasferirsi in Slovenia per varie ragioni. Da motivi di studio, a motivi di lavoro, a chi ha visto nella Slovenia, da pensionato, una sorta di nuovo Portogallo, dove godersi la propria pensione. Non si deve dimenticare  che  la rete diplomatico-consolare italiana in Slovenia comprende l'Ambasciata a Lubiana ed il Consolato Generale a Capodistria. 
I diritti della minoranza autoctona italiana sono garantiti dalla Costituzione, dagli Statuti dei vari Comuni, ma la situazione è abbastanza eterogenea, a volte si è più in situazioni di facciata che di sostanza, e con le istituzioni chiamate a rappresentare i diritti della Comunità italiana, che dovrebbero osare certamente qualcosa in più, come avviene ad esempio in Italia da parte dei rappresentanti delle minoranze linguistiche slovene, che quando il pugno sui tavoli lo devono sbattere, lo sanno sbattere e sanno farsi sentire a dovere. Basta pensare alla questione del censimento. In Italia si è verificato giustamente un putiferio, in Slovenia, invece, da anni, con la scusante dei registri elettorali, questo è stato fatto, schedando effettivamente una pluralità di italiani senza che vi fossero proteste o contrasti come quelli accaduti in Italia.
Questo mini controesodo di italiani verso la Slovenia, conferma quanto sia importante garantire il bilinguismo, quanto sia importante la reciprocità, quanto questi territori siano flessibili, siano delle porte aperte, con continui viavai, e per questo il ritorno anche simbolico di nazionalismi sarebbe semplicemente deleterio ed i primi a risentirne sarebbero certamente gli appartenenti delle rispettive minoranze o chi ne entrerà in un certo senso a farne parte. 

mb

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