Mentre si riapre il caso della "Uno Bianca" a Ronchi danneggiato il monumento dedicato ai Carabinieri

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Mentre si riaccendono i riflettori sui complici mai emersi della Uno Bianca, il destino, beffardo, si scaglia a Ronchi colpendo il primo monumento realizzato in Italia dedicato ai Carabinieri vittime della mano stragista dei componenti della Uno Bianca a Bologna.    Il danneggiamento accaduto a Ronchi segue  l’imbrattamento avvenuto a marzo del monumento in bronzo dedicato ai tre carabinieri uccisi al Pilastro per mano della banda della Uno Bianca il 4 gennaio 1991 realizzato proprio al quartiere Pilastro. Il Monumento ronchese dedicato a  Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini,  carabinieri vittime della banda della Uno   bianca, fu realizzato per mano dello scultore Giovanni Maier su impulso di  "Nicola" Rusca e inaugurato a Ronchi nell'aprile del 1991. Trent'anni dopo il manufatto ha visto essere completato alla base con un mosaico che richiama la bandiera italiana.  Nella mattinata del 15 maggio si apprendeva del danneggiamento di qu...

Come reagirebbero Italia, Slovenia e Croazia alla realizzazione integrale del Territorio Libero di Trieste?






Contemplato nel Trattato di Pace del '47 bypassato dal Memorandum di Londra del '54, dal fuggitivo Trattato di Osimo del '75, per il modo in cui venne stipulato, passando dallo Statuto speciale della Regione FVG, e dalla storia. Il Territorio Libero di Trieste avrebbe potuto segnare la svolta per questo territorio dell'alto Adriatico, mantenendo unito ciò che oggi è suddiviso tra tre stati europei di cui uno, la Croazia, fuori dallo spazio Schengen. La storia ha preso una piega diversa, ragioni geopolitiche hanno prevalso, e alla fine Unione Sovietica, Regno Unito, Stati Uniti d'America tireranno i remi in barca, Italia e Jugoslavia assorbirono frammenti del TLT, che poi, con la dissoluzione della Jugoslavia, guerra tremenda dimenticata, in Europa e mossa anche dall'Europa, Italia in prima fila, con le bombe di Belgrado, finiranno in parte in Slovenia, in parte in Croazia. I comuni che farebbero parte del TLT sono oggi sei in Slovenia, cinque in Croazia e sei in Italia. Non si può pretendere d'altronde la realizzazione di un TLT zoppo, o tutto, o niente, non avrebbe alcun senso storico altrimenti. Ma la parte attiva è stata soprattutto quella sul fronte italiano, a Trieste. Dalle iniziative simboliche che iniziano da Duino, a manifestazioni politiche, relazioni internazionali, partecipazioni alle elezioni, scontri tra movimenti, poi conciliazioni, richieste di cittadinanza che avevano come requisito quello di essere nato nel TLT dal giugno del '40, esservi domiciliato, essere discendente di un domiciliato nel TLT  e venne aperta anche ai residenti del TLT successivi.  Nonostante tutto, un tutto che è passato anche da scontri giudiziari, su più ambiti, con alti e bassi, chi lotta per chiedere il TLT, non si arrende. Alcuni ironicamente dicono, piuttosto che il TLT ridateci il vecchio Impero Austro Ungarico, da dove tutto ebbe inizio per Trieste. Ma il TLT non è solo la città di Trieste include altri Comuni che oggi fanno parte anche di due Stati diversi dall'Italia. E dunque, quello che ci si dovrebbe chiedere è come reagirebbero Italia, Slovenia e Croazia alla realizzazione integrale del TLT? Abbiamo visto i nazionalismi di cosa sono stati capaci, dalla grande guerra, all'occupazione di Fiume, alla dissoluzione Jugoslava. Hanno comportato solo morte, e distruzione e guerra. Slovenia e Croazia sono ai ferri corti per la questione delle acque di Pirano, da parte italiana continuano ad arrivare provocazioni sull'italianità delle terre "perdute" e "contese", il TLT, forse metterebbe tutti d'accordo nel contrasto a questo progetto?

mb

fonte cartina TLT social su TLT

Commenti

  1. L'ipotesi di una creazione del TLT resta comunque un'idea romantica e niente più per i seguenti motivi:
    1) Un'amministrazione unitaria non è mai esistita;
    2) La "nostalgia" serpeggia solo nella ex zona A (la ex zona B aveva un retaggio veneziano e non austriaco ed oggi è completamente stravolta sul piano etnico, rispetto agli anni 1950);
    3) I risultati elettorali dal 1954 in poi, nella Provincia di Trieste, hanno sempre premiato i "partiti romani";
    4) L'usucapione, ovvero ciò che già alla metà degli anni 1970 aveva portato agli accordi bilaterali di Osimo, dove Roma e Belgrado non ebbero bisogno di altri interlocutori per la rappresentanza di territori che amministravano ininterrottamente da più di vent'anni.
    L'unica carta per la ipotetica realizzazione del TLT, al giorno d'oggi, sarebbe un'iniziativa armata. Dubito che i vecchi democristiani triestini sarebbero pronti a qualcosa del genere e sono certo che i pochissimi giovani (nonché i nuovi abitanti serbi, romeni, kosovari, albanesi, bosniaci, turchi, ucraini, ecc.) non risponderebbero con troppo entusiasmo.

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