I simboli rubati di Monfalcone: la campana del Vate e il feretro conteso di Enrico Toti

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  Diciamolo pure, c’è un dettaglio affascinante e al tempo stesso quasi tragicomico quando si guarda alla storia di Monfalcone, questa città che a un certo punto si ritrova letteralmente spogliata dei suoi simboli. E sono due vicende straordinarie, legate a quel clima incandescentissimo del nazionalismo italiano. Da una parte c'è Gabriele D’Annunzio. Nel 1919, mentre i suoi legionari marciano verso la città per ricongiungersi con gli ufficiali pronti a seguire il Vate alla conquista di Fiume, succede una cosa singolare.  Vedono una campanella, una minuscola campana, quella di San Polo. Per i monfalconesi era un pezzo d'anima, un simbolo identitario fortissimo. Ma D’Annunzio — ed è un fatto noto — era un collezionista ossessivo, accumulava qualsiasi oggetto gli capitasse a tiro. La sua dimora era letteralmente un museo straripante. E così la campanella sparisce, finisce dritta nella stanza del Lebbroso al Vittoriale. Da lì, nonostante le rimostranze e le rivendicazioni sacrosan...

Alla "minoranza linguistica slovena" stanziati in FVG 6,5 milioni di euro



Arrivano i primi provvedimenti concreti a sostegno della minoranza linguistica slovena da parte dell'attuale nuova amministrazione regionale. La Giunta regionale su proposta dell'assessore alle Autonomie locali e Politiche comunitarie ha approvato la suddivisione delle risorse per il sostegno delle attività degli enti e organizzazioni della minoranza linguistica slovena nel 2019.

A disposizione ci sono 6,5 milioni di euro, che vengono distribuiti tra sei aree principali.

Così si legge nel comunicato della Regione:

1.690.000 per enti che organizzano iniziative informative ed editoriali stabili e continuative; 845.000 per enti e organizzazioni che realizzano produzioni e offrono servizi nel campo culturale e scientifico; 942.00 per enti attivi nella produzione e nei servizi nel settore dello spettacolo; 780.000 per organismi a carattere associativo o federativo che operano nello sport, cultura, arte e ricreazione a livello almeno provinciale; 585.000 per i programmi di attività (cultura, arte, ricreazione e sport) di enti e organizzazioni minori della minoranza slovena iscritti all'Albo previsto dalla legge 26 che aderiscono agli organismi a carattere associativo o federale; 1.430.000 per enti e organizzazioni che curano la gestione di attività di educazione e formazione extrascolastica dei minori in lingua slovena. I restanti fondi vengono destinati - con il medesimo importo per entrambe le tipologie di intervento, pari a 113.750 euro - al sostegno di enti per attività e servizi educativi, sviluppo scambi culturali e attività giovanili anche transfrontaliere e a iniziative di particolare rilevanza finalizzate alla valorizzazione della lingua e del patrimonio storico e culturale della minoranza slovena. Più in dettaglio, gli stanziamenti più alti per i singoli enti spettano, in ordine decrescente, alla società Prae (Promozione attività editoriale) srl di Trieste (965.666 euro), al Teatro Stabile sloveno - Slovensko stalno gledalisce (Ssg)- di Trieste (704.173,16 euro), alla Biblioteca nazionale slovena - Narodna in studijska knjiznica (Nsk) - di Trieste (422.500 euro) e all'Unione delle associazioni sportive slovene in Italia - Zdruzenje slovenskih sportnih drustev v Italiji (Zssdi) - di Trieste (307.242 euro).

mb

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