Il più grande complotto della storia e il giorno di San Vito



Quando pensi a San Vito, ti può venir in mente, ad esempio, la canzone, di Capossela, il Ballo di san Vito. 

Terra di sud, terra di sud
Terra di confine
Terra di dove finisce la terra E il continente se ne infischia
E non il vento
E il continente se ne infischia e non il vento


E il vento, che soffiò, in quel 28 giugno del 1914, fu funesto. Elettrizzante, carico di drammaticità, un vento che porterà il mondo nella più grande tempesta della sua storia, la prima guerra mondiale, a cui poi, ne seguirà, una seconda, conseguenza degli effetti storici che si determineranno a causa della prima.

San Vito, è un santo venerato nei Balcani, soprattutto in Serbia. Quella Serbia, non si sa perchè, sempre disprezzata e odiata.  Era un giorno sacro per i serbi il 28 giugno, come lo è ancora oggi, come si può capire anche al museo della guerra di Belgrado, la guerra ha fatto rima per tanto tempo con la Serbia. Nel 1389, il 28 giugno secondo il calendario gregoriano, il 15 giugno secondo quello giuliano, le forze serbe condotte dal principe Lazar Hrebeljanovic, respinsero  con efficacia il nemico, e il cavaliere serbo Milos Obilic riuscì ad uccidere il sultano Murad. 
Il 28 giugno del 1914, a Sarajevo verrà ucciso  l'arciduca Francesco Ferdinando d'Austria, che avrebbe dovuto succedere al trono al vecchio Francesco Giuseppe. Ucciso insieme alla moglie Sofia, colpita per errore. Il nome che si ricorderà sarà quello di Gavrilo Princip che diventerà eroe nazionale serbo oltre a quello di Nedeljko Čabrinović. Ma furono in più, una ventina circa, ad essere coinvolti e tanti vennero ammazzati per arrivare alla confessione.

Saranno altre le date storiche che segneranno il giorno di San Vito. Ad esempio  il 28 giugno 1919, verrà firmato il Trattato di Versailles che porrà fine alla prima guerra mondiale. Il  il 28 giugno 1921, il Re serbo Alessandro I di Jugoslavia promulga la Costituzione del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, passata alla storia come la Costituzione del Vidovdan (Vidovdanski ustav.). Oppure il 28 giugno del 1948  il Cominform pubblica, su iniziativa dei delegati del suo Soviet: la "Risoluzione sullo stato della Lega dei Comunisti di Jugoslavia" e comporterà la rottura storica tra la Jugoslavia di Tito e la Russia di Stalin, che perdurerà fino alla morte di Stalin.
Un giorno non qualunque, il 28 giugno.
Eppure, pare proprio, che il più grande complotto della storia, per le conseguenze che avrà, si realizzò in questo giorno. Con il famoso attentato all'erede al trono. E' stato fatto un film sul punto. Dove si parla dell'operato del giudice Leo Pfeffer  diretto da Andreas Prochaska, austriaco.

Un film che segue un filone storico che effettivamente sussiste e che pone mille interrogativi e aiuta a capire anche come certi modi di fare possono trovare luogo anche oggi ed avranno trovato spazio sicuramente anche oggi.
La visita dell'erede al trono, mai sopportato nella casa asburgica, cadde in un giorno determinante per i Serbi. Serbi, che gli austriaci volevano da sempre domare per avere una barriera di confine sicura soprattutto con la vicina Russia. Serbia che era un nodo strategico per la ferrovia verso Baghdad che in particolar modo la Germania voleva realizzare e diversi furono gli azionisti interessati e che avevano ruoli di primo piano all'intero dell'Impero. Poco meno di una quarantina furono i poliziotti messi a disposizione, per proteggere l'erede al trono. Il quale era stato avvisato del rischio di attentati, ma si racconta che lui si affidò alla protezione di Dio, e nonostante ciò il percorso che doveva intraprendere, venne pubblicato integralmente con tanto di particolari sui principali quotidiani. Insomma, c'erano tutte le condizioni per compiere l'attentato. E così avvenne. Con l'incredibile storia della casualità, dell'aver sbagliato strada da parte dell'autista, che non era stato avvisato del cambiamento di percorso,e di essersi casualmente trovati davanti l'attentatore, dopo il primo attentato fallito miracolosamente, quale il lancio di una bomba a mano che procurò vari feriti.Vienna e la Germania spinsero da subito per cercare di incastrare il governo serbo, l'organizzazione che venne accusata fu la "mano nera".


D'altronde ricorrere all'impiego di chi aveva degli ideali, e credeva nell'azione che voleva portare a termine, era il pesce giusto da attirare, usare e fare cadere nella rete. Tanti piccioni con una sola fava vennero presi in quel giorno.  Se non ci sono prove che spingono a dire con certezza che l'attentato venne organizzato da personaggi interni  legati al governo dell'Austria e della Germania, tanti indizi spingono in questa direzione, e sicuramente nulla fecero per evitarlo e nulla fecero per evitare una guerra che sarà la catastrofe dell'Impero, la verità confezionata doveva essere una sola, l'attentato era stato voluto da ambienti riconducibili allo governo serbo, perchè ciò sarebbe stato il giusto pretesto per aggredire la Serbia. Pretesto che porrà le basi per quella grande Germania che porterà il mondo nell'incubo nazista e della seconda guerra mondiale. Senza quell'attentato, forse la guerra ci sarebbe stata ugualmente contro la Serbia. La Serbia doveva cadere. Vennero massacrati i Serbi, si parla da 450mila a 750mila vittime complessivamente nella prima guerra mondiale, ma il giorno di San Vito ha segnato la maledizione dell'Impero Austro-Ungarico, caduto, per propria colpa. Con o senza complotto.

Scaccia scaccia satanassa
Scaccia il diavolo che ti passa
Le nocche si consumano
Ecco iniziano i tremmori
Della taranta, della taranta
Della tarantolata



mb

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