Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

Immagine
Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Voi, che andate in vacanza in Egitto, ricordatevi che...


In Egitto festeggiano il fatto che finalmente dopo un periodo di "crisi", dicono dovuto al "terrorismo" ora il turismo riprende la sua ordinaria marcia a partire da quello proveniente dall'Italia. L'Egitto è un Paese meraviglioso si racconta, per le sue bellezze, per la sua storia antica che non ha nulla da invidiare a quella dell'antico romano impero, dei miti greci. Reliquie e beni d'Egitto d'altronde son sparsi in tutti il mondo per mano del colonialismo europeo. Hanno sempre affascinato. Riprende il turismo. Voi, che decidete di recarvi in questo Paese, però, è il caso che qualcosa la ricordiate.
Ricordatevi che andate in un Paese che anche se non è stato dichiarato ancora insicuro vi è lo stato dichiarato d'emergenza in vigore dall'aprile 2017 ed è stato prorogato di ulteriori tre mesi dal 21 ottobre 2018 come ricorda il Parlamento europeo
Ricordatevi che andate in un Paese che pur avendo sottoscritto e ratificato accordi in materia di tutela dei diritti umani i tribunali egiziani hanno raccomandato almeno 2.443 condanne a morte preliminari – anche di 12 minori – e confermato almeno 1.451 condanne a morte. Che sono state  compiute almeno 144 esecuzioni; che la pena capitale, soprattutto nel corso di processi collettivi, è stata spesso applicata nei confronti di persone che esercitavano i propri diritti fondamentali, tra cui la libertà di riunione.
Ricordatevi, voi che andate in Egitto, che anche i bambini possono essere accusati di terrorismo, spariscono e subiscono torture, come denunciato più volte da organizzazioni umanitarie. 
Ricordatevi, voi che andate a farvi le vacanze in Egitto che  il governo egiziano ha intensificato la repressione nei confronti di organizzazioni della società civile, difensori dei diritti umani, attivisti pacifici, avvocati, blogger, giornalisti, difensori dei diritti dei lavoratori e sindacalisti, anche arrestandone e facendone sparire alcuni e ricorrendo sempre più alla legislazione antiterrorismo e allo stato di emergenza.
Ricordatevi che dalla fine di ottobre 2018 almeno 40 difensori dei diritti umani, avvocati e attivisti politici sono stati arrestati e alcuni di essi fatti sparire con la forza. 
Ricordatevi che  le attiviste per i diritti umani e i diritti delle persone LGBTQI in Egitto continuano a subire diverse forme di vessazioni da parte dello Stato, in particolare mediante il ricorso a campagne diffamatorie e ad azioni giudiziarie.
Ricordatevi che i  cristiani copti, che rappresentano circa il 10 % della popolazione egiziana in gran parte musulmana, hanno subito il peso maggiore della violenza settaria.
E ricordatevi, soprattutto, che un nostro concittadino, un ragazzo che si era recato in Egitto per studiare, è stato massacrato da un sistema mafioso, criminale che con depistaggi, menzogne, ostruzionismi, cagionando la morte anche di altre cinque ragazzi, ha fatto di tutto e continua a fare di tutto per negare giustizia e verità. Anche perchè in tal caso dovrebbe condannare se stesso.
Ricordatevi che quando pensate a Giulio Regeni, mentre con entusiasmo atterrate in Egitto, di pensare anche tutti gli altri Giulio e le Giulia d'Egitto, che subiscono o rischiano di subire quotidianamente gli stessi trattamenti disumani che ha subito il nostro Giulio. E che al posto di Giulio potevate esserci anche voi, in quel Paese governato da chi ne vuole il male. Perchè il popolo egiziano è vittima di quel sistema criminale  al potere.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?