L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

E' alle porte la vera emergenza immigrazione. Quella "creata" dal governo.I casi come quelli accaduti a Gorizia saranno la normalità



Che in Italia non ci sia stata nessuna emergenza complessiva in materia di immigrazione è fatto notorio. Anche se, pur per responsabilità di alcuni media, che invece di fare informazione, hanno fatto propaganda, che ha comportato la diffusione di paure ed odio sociale, con cui oggi facciamo i conti, la tanto dibattuta emergenza in materia di immigrazione arriverà. E' alle porte. E' solo questione di settimane. Prepariamoci ad un lungo inverno deprimente tutto italiano. Se casi come quello di Gorizia, che hanno fatto il giro d'Italia, grazie anche ad alcune inchieste fatte dal Piccolo che per le attenzioni dedicate da programmi televisivi seguiti come PiazzaPulita, erano frutto di un muro politico voluto, ovvero lasciare per strada centinaia di migranti fuori convenzione, non rientranti per indisponibilità anche dei posti all'interno dell'ordinario sistema di accoglienza per richiedenti asilo, hanno fatto indignare, ed hanno avuto l'effetto di favorire politicamente le destre, ora, tutta l'Italia rischierà di diventare come Gorizia. A Gorizia il muro è stato alzato perchè si doveva dare l'esempio. L'esempio per disincentivare l'arrivo di richiedenti asilo.

Dire che qui per voi non c'è posto. Come prima cosa venne depotenziata l'attività della Commissione Territoriale, poi trasferita dalla cittadina isontina, nel mentre a Gorizia per settimane, i migranti, dormivano per strada, sulle rive dell'Isonzo, in sistemazioni da terzo mondo. Perchè il terzo mondo era qui. Dove omissioni variegate hanno trovato affermazione e senza essere sanzionate. Ora, in FVG, come è altrettanto noto, vi è stata una miserabile incidenza di richiedenti asilo rispetto alla popolazione residente, si è parlato complessivamente dello 0,36%. 

Tanto è bastato per arrivare a militarizzare la regione. A trasformare il FVG in fortezza, regione che praticamente non è neanche stata sfiorata direttamente dalla rotta Balcanica. Arrivano al governo i populisti gialloverde. Ed arriva il pugno duro. Con un decreto che rischierà effettivamente di creare l'emergenza immigrazione in Italia, cioè quella che fino ad oggi non c'era. Perchè, come hanno fatto osservare gli operatori del settore, il combinato disposto dei tagli ai finanziamenti, che interesserà anche i famosi 35 euro su cui si è speculato in modo diabolico, l'abrogazione della protezione umanitaria, l'impossibilità di iscriversi all'anagrafe, l'aver investito più risorse per i CPR e ridimensionato nella sostanza il sistema SPRAR, altro effetto non avrà che comportare in Italia tanti e diffusi casi come quello di Gorizia. 

Esclusione sociale, clandestinità. Se ciò sia frutto di un calcolo cinico o di una semplice distorta visione della realtà ed incompetenza non possiamo saperlo, quello che possiamo sapere è che dobbiamo prepararci a ciò. Un ciò che avrà effetti sociali esplosivi che favoriranno l'ulteriore fascistizzazione della società. Ora, è pur vero che qualche mela marcia vi era nel complesso e variegato mondo chiamato a gestire l'accoglienza. Ma perchè sradicare l'intero albero? Bastava sanzionare le mele marce. Se ci sono falsi invalidi che abusano del sistema non è che per questo vai a colpire o distruggere i diritti di tutti gli altri invalidi. Se il problema era il tempismo delle procedure, bastava investire nel settore della macchina della giustizia. 

Ma non nella direzione del decreto Minniti, che ad esempio eliminava un grado di giudizio in materia, compromettendo lo stato di diritto. Ma investendo nelle risorse umane, per avere giustizia e certezza e rapidità e non un diritto mutilato per venire incontro alle esigenze del pancia del popolo. Il sistema dell'accoglienza si è rivelato essere anche una grande opportunità per il Paese, ha fornito lavoro, in un Paese dove regna sovrana la disoccupazione, e soprattutto integrazione, quella che ha permesso alle nostre periferie di non diventare esplosive come quelle parigine, per ora almeno. Se poi qualcuno vi ha fatto anche del business,  cosa che non dovrebbe stupire nell'Italia dove regnano mafie e corruzione, questa è anche responsabilità di chi era chiamato a vigilare e non lo ha fatto e non certo del restante 99% che opera in questo settore giorno e notte. L'Italia, insomma, ne uscirà malconcia da tutto ciò ed a pagare saranno come sempre gli ultimi della scala sociale. Come scritto nel libro Proletkult di Wu Ming "un'orchestra non può suonare un brano che sia troppo difficile anche solo per uno dei suoi elementi. Allo stesso modo la forza di una catena è data dalla resistenza del suo anello più debole. La salute di una società, dal malessere degli ultimi."

Marco Barone

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