L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

Nel giorno di San Giusto,Casapound annuncia manifestazione nazionale a Trieste. Trieste e FVG e non solo dovranno dire no

Uscita dal 2008 da Fiamma Tricolore, Casapound è una forza politica che ha fatto discutere e continua a far discutere parecchio in Italia. Noti come i fascisti del terzo millennio o dallo spirito fascista  non necessitano di tante presentazioni per sapere di chi si sta parlando. 

Una forza che forse a livello mediatico è stata sopravalutata rispetto alla sua reale consistenza e portata ma che comunque va ricondotta nelle sue giuste dimensioni e neanche sottovalutata. In FVG avevano già messo piede a livello nazionale per la celebrazione dell'entrata in guerra dell'Italia, nel centenario dello scoppio della prima guerra mondiale. Non erano più di mille, in una manifestazione che ha visto a Gorizia una risposta antifascista come non la si vedeva da decenni in regione coinvolgendo realtà anche transfrontaliere. Ed ora, a quanto pare, vogliono replicare puntando a Trieste. Che il 2018 sarebbe stato un centenario attenzionato da alcune realtà era ovvio. Agli eredi dei monarchici che verranno a far visita a Trieste e Redipuglia, che non dovrebbero avere alcuna legittimazione istituzionale, ma l'avranno, ai fascisti del terzo millennio  che per il 3 novembre, giorno del patrono di San Giusto a Trieste, vogliono fare un corteo che a detta loro "passerà alla storia".

Lo sapevamo già. Trieste ed il FVG ha fatto i conti aspramente con il fascismo che nel confine orientale ha espresso la sua reale natura brutale prima che altrove, dall'incendio del Narodni dom del '20 a Trieste, che verrà poi replicato a Gorizia nel '26, usurpando il nome dell'Italia, visto che venne fatto al grido di "viva l'Italia", passando dalla proclamazione delle leggi razziali, e nel 2018 saranno 80anni da quell'infamia di Trieste, a tutto ciò che ha comportato a livello di barbarie. I conti con il fascismo questa regione in parte li ha fatti. E la Resistenza che qui è nata è stata un vero unicum nel panorama occidentale. L'Italia forse meno, visto che non ha avuto una sua  Norimberga. Sicuramente Trieste non può dare spazio e legittimazione ad una siffatta iniziativa casapoundista. La città ed il FVG e le zone confinanti dovranno dire no all'iniziativa nazionale di Casapound a Trieste. Di motivi ve ne sono una infinità. Ad ognuno il suo. Un no che dovrà essere espressione di una pluralità di motivazioni, sotto il segno dell'antifascismo, e si auspica che possa coinvolgere, come è proprio nella dimensione e storia di Trieste, una pluralità di soggettività. Se quel giorno dovrà passare alla storia, lo passerà per il no a quella iniziativa e per la risposta che la città e questa fetta di confine orientale riuscirà democraticamente a dare.

Marco Barone 

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