Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Nel giorno di San Giusto,Casapound annuncia manifestazione nazionale a Trieste. Trieste e FVG e non solo dovranno dire no

Uscita dal 2008 da Fiamma Tricolore, Casapound è una forza politica che ha fatto discutere e continua a far discutere parecchio in Italia. Noti come i fascisti del terzo millennio o dallo spirito fascista  non necessitano di tante presentazioni per sapere di chi si sta parlando. 

Una forza che forse a livello mediatico è stata sopravalutata rispetto alla sua reale consistenza e portata ma che comunque va ricondotta nelle sue giuste dimensioni e neanche sottovalutata. In FVG avevano già messo piede a livello nazionale per la celebrazione dell'entrata in guerra dell'Italia, nel centenario dello scoppio della prima guerra mondiale. Non erano più di mille, in una manifestazione che ha visto a Gorizia una risposta antifascista come non la si vedeva da decenni in regione coinvolgendo realtà anche transfrontaliere. Ed ora, a quanto pare, vogliono replicare puntando a Trieste. Che il 2018 sarebbe stato un centenario attenzionato da alcune realtà era ovvio. Agli eredi dei monarchici che verranno a far visita a Trieste e Redipuglia, che non dovrebbero avere alcuna legittimazione istituzionale, ma l'avranno, ai fascisti del terzo millennio  che per il 3 novembre, giorno del patrono di San Giusto a Trieste, vogliono fare un corteo che a detta loro "passerà alla storia".

Lo sapevamo già. Trieste ed il FVG ha fatto i conti aspramente con il fascismo che nel confine orientale ha espresso la sua reale natura brutale prima che altrove, dall'incendio del Narodni dom del '20 a Trieste, che verrà poi replicato a Gorizia nel '26, usurpando il nome dell'Italia, visto che venne fatto al grido di "viva l'Italia", passando dalla proclamazione delle leggi razziali, e nel 2018 saranno 80anni da quell'infamia di Trieste, a tutto ciò che ha comportato a livello di barbarie. I conti con il fascismo questa regione in parte li ha fatti. E la Resistenza che qui è nata è stata un vero unicum nel panorama occidentale. L'Italia forse meno, visto che non ha avuto una sua  Norimberga. Sicuramente Trieste non può dare spazio e legittimazione ad una siffatta iniziativa casapoundista. La città ed il FVG e le zone confinanti dovranno dire no all'iniziativa nazionale di Casapound a Trieste. Di motivi ve ne sono una infinità. Ad ognuno il suo. Un no che dovrà essere espressione di una pluralità di motivazioni, sotto il segno dell'antifascismo, e si auspica che possa coinvolgere, come è proprio nella dimensione e storia di Trieste, una pluralità di soggettività. Se quel giorno dovrà passare alla storia, lo passerà per il no a quella iniziativa e per la risposta che la città e questa fetta di confine orientale riuscirà democraticamente a dare.

Marco Barone 

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