Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

In FVG i Comuni ritorneranno al centro dell'agenda politica,aspettando il ritorno delle province


Il FVG è una piccola regione di poco più 1 milione di abitanti, con 215 Comuni, alcuni sono stati incentivati alla fusione, altre fusioni sono invece state respinte dalla popolazione. Tanti piccoli comuni diffusi in un territorio complesso, confinante con l'Austria e la Slovenia, a statuto speciale per il suo plurilinguismo, per le sue radici slave, latine e germaniche. Confinante soprattutto con quel Veneto che non potendo ottenere la specialità come il FVG e non avendo digerito la fuga di Sappada, si prepara a conquistarlo il FVG  e non è un caso che vi sia una vera e propria asse sotto il segno della serenissima tra FVG e Veneto.
Comuni che sono sempre stata la forza d'Italia e che le riforme degli ultimi decenni hanno fortemente indebolito, indebolimento che ha comportato accentramento e concentrazione di poteri nelle mani dello Stato e addirittura guardando al FVG passando dalla soppressione delle province, unico caso in Italia, si è arrivati ad inventarsi delle UTI, unioni territoriali intercomunali, non capite da nessuno, fallite ancor prima di partire, non elettive ed antidemocratiche e macchinose, frammentando il territorio in 18 UTI. Regioni, province e comuni, articolazioni per governare il territorio contemplate dalla nostra Costituzione che ritornano al centro dell'agenda politica in Friuli Venezia Giulia con un governo leghista. Chi li ha preceduti ha compiuto disastri e sono stati puniti dall'elettorato che comunque non ha voluto premiare chi oggi governa visto l'astensionismo che è stato il vero dato politico delle elezioni in FVG,  stante il fatto che si è scesi sotto la soglia del 50% per la prima volta nella storia di queste elezioni in FVG. Ritorneranno i Comuni al centro dell'agenda politica, ritornerà la gestione del territorio al centro dell'agenda politica, e ritorneranno forse anche le province e se non saranno province saranno enti intermedi dal carattere comunque elettivo e si spera dalle funzioni più rilevanti rispetto a quelle delle pregresse e soppresse province che per come erano state concepite non erano molto utili. L'errore della "sinistra" è stato quello di voler centralizzare ed indebolire i Comuni, favorendo l'allontanamento dei cittadini dalla democrazia elettorale, perchè i Sindaci con le mani in tasca non potevano e non possono fare più di tanto, salve qualche ordinanza a volte ai limiti del ridicolo, ma poco di più. Servono risorse, personale, e soprattutto più potere ai Comuni e rispetto, quello che è mancato fino ad oggi.

Marco Barone

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