La mostra "memorie ritrovate" di Monfalcone? Mostra politica di stampo nazionalista

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Dobbiamo dircelo chiaramente, senza girarci intorno: quando prendi l’arte e la schiaffi a forza dentro la politica, cosa pretendi che ne esca fuori?! Ne esce una cosa che con l'arte non c'entra più un accidente! Ne esce propaganda, pura. Ed è esattamente quello che sta succedendo con la mostra "Memorie ritrovate" a Monfalcone. Ma io vi sfido ad entrarci! Voi entrate lì e cosa vi trovate davanti? Una galleria d'arte? Ma neanche per idea! Vi sembra di essere piombati a piedi giunti dentro la sede di una di quelle organizzazioni ultra-nazionaliste che per decenni hanno fatto dell'antijugoslavismo il loro dogma sacro e intoccabile! È un'operazione scopertamente politica, di uno stampo nazionalista che fa rizzare i capelli! E badate bene: il problema non sono gli artisti! Sia chiara una cosa: qui nessuno sta mettendo in discussione la grandezza o la qualità delle opere di Pietro Fragiacomo, di Guido Grimani, di Piero Coelli o di Carà. Per carità divina! L...

Dopo Marcinelle si continua a morire sul lavoro con quasi 4mila morti l'anno in Europa

Marcinelle, una tragedia che ha interessato soprattutto italiani emigrati in Belgio che vivevano in condizioni degradanti, a livello di coscienza globale con i 262 morti, tra cui anche sette minatori del Friuli Venezia Giulia, qualcosa è successo. Da quel momento, da quell'estate del 1956, si inizierà a discutere di sicurezza sul lavoro, per arrivare, soprattutto in Italia, esattamente nel 1994 a realizzare una delle normative più avanzate a livello europeo in materia di sicurezza sul lavoro per essere poi aggiornata nel 2008. Poi però vi è una realtà che vuole in Europa circa 4 mila morti l'anno sul lavoro, con l'Italia che continua a mietere vittime. I numeri sono numeri, ma dietro ogni numero si celano vittime, persone, famiglie, drammi. Morire sul lavoro è una bestialità, una bestialità che interessa italiani e non italiani, anche in Italia. Si ripeteranno sempre le solite parole, ci saranno sempre le solite cerimonie, i soliti discorsi, ma la questione sicurezza sul lavoro non è mai stata una priorità in questo Paese e neanche in Europa, altrimenti non ci sarebbe una strage del genere con quasi 4 mila morti l'anno. Cifre proprie di una guerra. Il resto sono solo chiacchiere.

Marco Barone

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