La Venere, gli stracci e la misura del tempo

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    Ma capite la genialità? Bisogna figurarsela, quella scena, perché noi spesso ce ne dimentichiamo.Siamo innanzi ad un qualcosa di magistrale che continua a stupire continuamente dagli anni Sessanta. C’è un fondo nero, buio, assoluto. E poi, lì nel mezzo, questo fondoschiena bianchissimo. È la Ed è pazzesco, se ci pensate, perché qui – tra quell’oscurità e il marmo contaminato – Michelangelo Pistoletto non sta solo facendo un'opera d’arte. Sta mettendo in scena il cortocircuito di una società spietata, che ha del tutto smarrito i suoi valori.  Ma come nasce un capolavoro?  La cosa meravigliosa – e qui sta la grandezza vera – è che quest'idea folle nasce quasi per caso. Un’intuizione estemporanea, casuale! E invece, da oltre sessant’anni, questa combinazione continua a colpire, a sbalordire chiunque la guardi. È una delle opere più significative e impattanti del nostro tempo.  E sapete perché? Perché a un certo punto l’arte smette di essere pura decorazion...

Non riduciamo e banalizziamo il razzismo solo ad una questione di "pelle". Il fenomeno è più profondo



Una foto diventata subito il simbolo di tutto ciò che si oppone al luogo di ciò che è stato individuato come il male assoluto, Pontida e la festa dei leghisti. Vi è chi dice che in Italia si starebbe ritornando alle condizioni del vecchio nazismo, quello che è stato comunemente debellato e rifiutato da tutti, proprio perchè non italiano, infatti lo stesso rifiuto condiviso ed accettato non vi è stato verso il fascismo, qui la questione è stata più complessa e figlia di compromessi e spesso il tutto ricondotto a banale folclore. E' innegabile che l'Unione Europea sta saltando. E la responsabilità non è delle destre radicali o meno radicali, della democrazia latente o meno, ma di un sistema politico ed economico governato anche dalla sinistra che ha favorito impoverimento, diseguaglianze, riacceso i fuochi nazionalisti e determinato la distruzione di identità e specificità sotto il segno di quella omologazione europea che per molti non ha significato un fico secco. L'idea di Europa va tutelata, difesa, protetta e tutelata. Nel banalismo di ciò che accade quattro ragazze di colore diventano il simbolo della nuova Italia. Operazione già tentata con Balottelli, quando si disse che lui doveva diventare il capitano della Nazionale perchè di colore, per dare esempio. E poi i soliti fiumi di parole. Con lo sport strumentalizzato per fini altri.  Quando la fascia di capitano va conquistata sul campo e non fuori dal campo. Probabilmente non si è capita la nostra società. Guardate che anche le persone di colore sono fasciste, sono razziste, anche i meridionali sono leghisti. Il razzismo non è più tanto e solo una questione di colore della pelle, ma ben altro, a partire dall'identità sociale, di genere, del ramo di appartenenza. Il razzismo che porta all'esclusione è prima di tutto verso le classi sociali più indifese, bianche o non bianche che queste siano. La banalizzazione della lotta al razzismo rischia di essere deleteria per come gestita e cavalcata perchè qui in tanti hanno perso il lume della ragione non avendo accettato di essere stati meritatamente sconfitti e bastonati dall'elettorato che ha votato o che non si è recato consapevolmente alle urne. Certamente un problema verso le persone di colore c'è. Quel razzismo odioso c'è. Ma non è il più importante oggi in Italia. Questo è il punto della situazione. E continuare a impostare l'opposizione mediatica in questo modo altro effetto non avrà che spingere gli attuali governanti a percentuali enormi a maggioranze bulgare. Dunque no. La nuova Italia non può partire da quella bellissima staffetta, da quelle quattro ragazze italiane, perchè loro fanno già parte dell'Italia. Non è quello il simbolo giusto per combattere il razzismo reale.

Marco Barone 

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