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L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

Non riduciamo e banalizziamo il razzismo solo ad una questione di "pelle". Il fenomeno è più profondo

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Una foto diventata subito il simbolo di tutto ciò che si oppone al luogo di ciò che è stato individuato come il male assoluto, Pontida e la festa dei leghisti. Vi è chi dice che in Italia si starebbe ritornando alle condizioni del vecchio nazismo, quello che è stato comunemente debellato e rifiutato da tutti, proprio perchè non italiano, infatti lo stesso rifiuto condiviso ed accettato non vi è stato verso il fascismo, qui la questione è stata più complessa e figlia di compromessi e spesso il tutto ricondotto a banale folclore. E' innegabile che l'Unione Europea sta saltando. E la responsabilità non è delle destre radicali o meno radicali, della democrazia latente o meno, ma di un sistema politico ed economico governato anche dalla sinistra che ha favorito impoverimento, diseguaglianze, riacceso i fuochi nazionalisti e determinato la distruzione di identità e specificità sotto il segno di quella omologazione europea che per molti non ha significato un fico secco. L'id...