L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

Nel cammino per la verità per Giulio Regeni l'Europa dov'è?



Sul sito dell'Unione Europea, cerchi Giulio Regeni, ed il risultato sarà zero, sul sito del Parlamento Europeo anche lì, cerchi Giulio Regeni ed il risultato sarà zero, stesso risultato sul sito della Commissione europea.  Siamo entrati da un pezzo nel terzo anno dall'assassinio brutale di Giulio avvenuto in Egitto. L'Egitto non è mai stato credibile e mai lo sarà. Riti, formule di convenienza, il mondo continua il suo cammino, la famiglia di Giulio non si arrende e la comunità enorme che la sostiene in questa battaglia neanche. Quello che è stato lo sappiamo tutti, nessuno si fa illusioni, specialmente nell'Italia di oggi. I rapporti tra Egitto ed Italia ed Europa andavano bene prima e vanno bene, forse anche più di prima, ora.  Giulio oltre che essere cittadino italiano era anche cittadino d'Europa. Quell'Europa che ha fatto poco e niente per effettivamente arrivare a quella benedetta verità che conosciamo tutti che probabilmente non si potrà mai avere fino a quando ci sarà quel sistema di potere in Egitto, perchè mai dovrebbero condannarsi da soli?  
L'Italia a livello internazionale conta poco e niente, vitale doveva essere la mano guida dell'Europa. Ma quelle mani l'Europa le ha messe semplicemente in tasca.
Marco Barone

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