Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Nel cammino per la verità per Giulio Regeni l'Europa dov'è?



Sul sito dell'Unione Europea, cerchi Giulio Regeni, ed il risultato sarà zero, sul sito del Parlamento Europeo anche lì, cerchi Giulio Regeni ed il risultato sarà zero, stesso risultato sul sito della Commissione europea.  Siamo entrati da un pezzo nel terzo anno dall'assassinio brutale di Giulio avvenuto in Egitto. L'Egitto non è mai stato credibile e mai lo sarà. Riti, formule di convenienza, il mondo continua il suo cammino, la famiglia di Giulio non si arrende e la comunità enorme che la sostiene in questa battaglia neanche. Quello che è stato lo sappiamo tutti, nessuno si fa illusioni, specialmente nell'Italia di oggi. I rapporti tra Egitto ed Italia ed Europa andavano bene prima e vanno bene, forse anche più di prima, ora.  Giulio oltre che essere cittadino italiano era anche cittadino d'Europa. Quell'Europa che ha fatto poco e niente per effettivamente arrivare a quella benedetta verità che conosciamo tutti che probabilmente non si potrà mai avere fino a quando ci sarà quel sistema di potere in Egitto, perchè mai dovrebbero condannarsi da soli?  
L'Italia a livello internazionale conta poco e niente, vitale doveva essere la mano guida dell'Europa. Ma quelle mani l'Europa le ha messe semplicemente in tasca.
Marco Barone

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