Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

La fine di "Bella ciao" dalla Casa di Carta ai Mondiali 2018


Una mattina mi son svegliato ed ho scoperto che Bella ciao ha finito di essere quella che è sempre stata, almeno qui da noi, in Italia. Inno per tanti della Resistenza, per altri uno dei canti più importanti della storia della nostra Resistenza. Poi una serie televisiva, su quella piattaforma rivoluzionaria che è Netflix cambia le carte in tavola. Una rapina che per molti non è una rapina perchè il danaro lo vanno a prendere dove si stampa, mettono in discussione il sistema, ma ne diventano parte dal momento in cui ne sottraggono il danaro. Sfumature interpretative diverse, atto rivoluzionario o meno ma cantare bella ciao, ballare bella ciao, in quell'atto non c'entra un semplicemente un cazzo di niente. Uno sfregio ad una delle canzoni più importanti della Resistenza. Eppure molti conosceranno quella canzone proprio grazie alla Casa di Carta.




Ed il danno è stato fatto. Perchè è entrata subito questa canzone nell'ambito calcistico, ad esempio alcuni tifosi brasiliani l'hanno cantata, citando Messi, Mascherano e Di Maria, per sfottere, dileggiare l'Argentina esclusa dai Mondiali. E non sono stati gli unici e non saranno gli unici. Il disastro è stato compiuto. Molti non conosceranno la storia di quella canzone che intoneranno, molti non la capiranno, altri semplicemente se ne fotteranno, altri si indigneranno. 
 E allora o Di Maria, o Mascherano, o Messi ciao, Messi ciao....


Marco Barone

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