Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

La fine di "Bella ciao" dalla Casa di Carta ai Mondiali 2018


Una mattina mi son svegliato ed ho scoperto che Bella ciao ha finito di essere quella che è sempre stata, almeno qui da noi, in Italia. Inno per tanti della Resistenza, per altri uno dei canti più importanti della storia della nostra Resistenza. Poi una serie televisiva, su quella piattaforma rivoluzionaria che è Netflix cambia le carte in tavola. Una rapina che per molti non è una rapina perchè il danaro lo vanno a prendere dove si stampa, mettono in discussione il sistema, ma ne diventano parte dal momento in cui ne sottraggono il danaro. Sfumature interpretative diverse, atto rivoluzionario o meno ma cantare bella ciao, ballare bella ciao, in quell'atto non c'entra un semplicemente un cazzo di niente. Uno sfregio ad una delle canzoni più importanti della Resistenza. Eppure molti conosceranno quella canzone proprio grazie alla Casa di Carta.




Ed il danno è stato fatto. Perchè è entrata subito questa canzone nell'ambito calcistico, ad esempio alcuni tifosi brasiliani l'hanno cantata, citando Messi, Mascherano e Di Maria, per sfottere, dileggiare l'Argentina esclusa dai Mondiali. E non sono stati gli unici e non saranno gli unici. Il disastro è stato compiuto. Molti non conosceranno la storia di quella canzone che intoneranno, molti non la capiranno, altri semplicemente se ne fotteranno, altri si indigneranno. 
 E allora o Di Maria, o Mascherano, o Messi ciao, Messi ciao....


Marco Barone

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