I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Non è che rimasto solo il ricatto di Schengen


E' evidente a tutti quello che sta accadendo. C'è una forma di intolleranza verso tutto ciò che sa di Europa che è un qualcosa di incredibile. Quanto tempo è passato dalla demonizzata e odiata Brexit? Poco. Eppure son certo che la maggior parte degli italiani e degli europei avranno pensato, hanno fatto bene. Perchè continuare a rimanere all'interno di un castello di sabbia destinato ad essere spazzato via? Gli inglesi potevano permetterselo di andarsene, noi no. Noi verremo trascinati a fondo con l'Europa che precipita nell'abisso.
Cosa è rimasto da difendere di questa Europa? La politica è percepita come un qualcosa di astratto e lontano come non mai. Salvo quando si tratta di votare, e le prossime votazioni vedranno giungere nel parlamento europeo una quantità di nazionalisti come non mai accaduto nella storia dell'Europa. D'altronde anche il concetto di Europa è una forma di nazionalismo esteso all'ennesima potenza. Non si sa chi comanda, si parla di triade, di poteri forti, di finanza, mercato. Si punta il dito ora contro la Germania ora contro la Francia. L'Europa è diventata l'alibi perfetta dei nostri fallimenti e non ha fatto nulla per sottrarsi a ciò. Ma che cosa è questa Europa? 
Non lo sa nessuno. E' la Francia, la Germania? Che a loro volta dicono che l'Europa va riformata? E' evidente che un Paese come l'Italia senza l'Europa sarebbe ridotta probabilmente ben peggio di come è ridotta oggi. 
Così come è altrettanto evidente che l'Italia potrà essere solo espulsa dell'Europa ma non potrà mai andarsene da sola salvo che non decida di finire i suoi giorni prima del tempo. Europa oggi fa sinonimo con diseguaglianze, liberismo selvaggio, globalizzazione selvaggia, omologazione, annientamento delle identità che hanno trovato maggior vigore nei peggiori dei modi, con i venti reazionari partiti da quell'Est che l'Europa voleva conquistare dopo la caduta del muro di Berlino e che oggi vede essere messa in discussione proprio da quel sentimento dell'Est che è penetrato profondamente nel cuore dell'Europa. E non è un vento di pace, di fratellanza o libertà e uguaglianza. E' rimasto solo Schengen da difendere.  
Ma alla fine incrementano sempre di più i discorsi di chi dice che se il prezzo è fare la fila al confine pur di stare meglio e finirla con questa Europa, ridateci le file al confine, ridateci i confini, ridateci le frontiere interne. Questo è il punto. Schengen diventerà l'ultima arma di di ricatto per salvare l'Europa. Ma se così sarà, l'esito è già scritto.Il conto alla rovescia è iniziato. Si tratta solo di capire come finirà questa Europa. Se in modo violento, con delle guerre o boh.

Marco Barone


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