Mentre si riapre il caso della "Uno Bianca" a Ronchi danneggiato il monumento dedicato ai Carabinieri

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Mentre si riaccendono i riflettori sui complici mai emersi della Uno Bianca, il destino, beffardo, si scaglia a Ronchi colpendo il primo monumento realizzato in Italia dedicato ai Carabinieri vittime della mano stragista dei componenti della Uno Bianca a Bologna.    Il danneggiamento accaduto a Ronchi segue  l’imbrattamento avvenuto a marzo del monumento in bronzo dedicato ai tre carabinieri uccisi al Pilastro per mano della banda della Uno Bianca il 4 gennaio 1991 realizzato proprio al quartiere Pilastro. Il Monumento ronchese dedicato a  Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini,  carabinieri vittime della banda della Uno   bianca, fu realizzato per mano dello scultore Giovanni Maier su impulso di  "Nicola" Rusca e inaugurato a Ronchi nell'aprile del 1991. Trent'anni dopo il manufatto ha visto essere completato alla base con un mosaico che richiama la bandiera italiana.  Nella mattinata del 15 maggio si apprendeva del danneggiamento di qu...

Peteano, una strage rimossa dalla memoria nazionale


46 anni e nei principali mass media nazionali di Peteano poco o nulla ed in alcuni casi neanche l'ombra di una notizia. Nei social ancora meno che meno. 46 anni e Peteano è diventata una cerimonia quasi intima, che interessa oramai solo un territorio ristretto, che, suo malgrado, è finito nel cuore della strategia della tensione. Si ricorda sempre la partita dell'Inter contro l'Ajax che vincerà la coppa campioni. La telefonata da un bar di Monfalcone, bar Nazionale. Si ricorderà l'ora esatta, le 23.15 che fermerà il tempo per sempre, almeno per le vittime ed i loro famigliari. La 500, l'ispezione, la "mano omicida" che in "vile attentato spegneva tre giovani vite" di tre carabinieri, i depistaggi, gli arresti di innocenti goriziani, la storica difesa di Maniacco, l'odio fascista e non solo con lo scopo di portare il Paese totalmente a destra con il coinvolgimento di più realtà. Diverse le zone d'ombra ancora oggi sussistenti e un giorno, neanche tanto lontano, alla luce potrebbero venir fuori elementi sconcertanti che al momento risulterebbero essere "secretati". Ed il tutto a pochi minuti dall'area di quella che oggi è nota come ex polveriera di Peteano, struttura costruita dopo la seconda guerra mondiale come avamposto Nato e da anni caduta in disuso militare, in una zona denominata del “Monte di mezzo”e a pochi km da quello che era il vecchio e caldo confine con la Jugoslavia. Una strage rimossa dalla memoria nazionale. Diventata non notizia. In tutto ciò il vicegovernatore della Regione, Riccardo Riccardi, a margine della cerimonia che si è svolta a Peteano in questo maggio 2018 a ricordo dei tre carabinieri uccisi in quel 31 maggio del 1972, Antonio Ferraro, Donato Poveromo e Franco Dongiovanni, ha anche detto che "La Regione, avendo in questa nuova legislatura tra i punti programmatici più importanti quello della sicurezza, è pronta - ha concluso - a collaborare sostenendo l'operato delle forze dell'ordine, alle quali, anche nel ricordo di tragedie come quella di Peteano, deve andare tutta la nostra gratitudine per l'impegno, la professionalità e la competenza che ogni giorno mettono al servizio della comunità". Quale il nesso tra le politiche della Regione in materia di sicurezza, con la strage di Peteano? Cosa c'entra tutto ciò con il ricordo di Peteano?

Marco Barone

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