L'Incipit del Mito: Scarabocchio o Genio? Il caso Cy Twombly

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Prendete un nome qualunque, squisitamente borghese:  Edwin Parker, Jr. Poi dimenticatelo, perché la storia dell'arte ha preferito battezzarlo Cy Twombly . Inizia così la parabola di uno dei protagonisti più divisivi, sfrontati e assoluti del contemporaneo. Un uomo capace di spaccare in due il tempio della critica con un colpo di pastello. Da un lato, il coro dei profani indignati, pronti a giurare che un'opera del genere «saprebbe farla anche un bambino della scuola dell'infanzia» ; dall’altro, l'aristocrazia dell'intelletto che, per usare le parole di un nume tutelare come Mario Schifano , esigeva di «aprire la mente» per sintonizzarsi sui canali del nuovo che allora irrompeva tra i vicoli e i palazzi della Capitale. Il risultato? Capolavori assoluti. Incompresi dalla massa, certo, ma chiarissimi all'olfatto finissimo dei mercanti d’arte. Sia chiaro, Twombly non è nato dal nulla e non ha dipinto nel vuoto. Se il talento era puro istinto, il posizionamento soc...

Peteano, una strage rimossa dalla memoria nazionale


46 anni e nei principali mass media nazionali di Peteano poco o nulla ed in alcuni casi neanche l'ombra di una notizia. Nei social ancora meno che meno. 46 anni e Peteano è diventata una cerimonia quasi intima, che interessa oramai solo un territorio ristretto, che, suo malgrado, è finito nel cuore della strategia della tensione. Si ricorda sempre la partita dell'Inter contro l'Ajax che vincerà la coppa campioni. La telefonata da un bar di Monfalcone, bar Nazionale. Si ricorderà l'ora esatta, le 23.15 che fermerà il tempo per sempre, almeno per le vittime ed i loro famigliari. La 500, l'ispezione, la "mano omicida" che in "vile attentato spegneva tre giovani vite" di tre carabinieri, i depistaggi, gli arresti di innocenti goriziani, la storica difesa di Maniacco, l'odio fascista e non solo con lo scopo di portare il Paese totalmente a destra con il coinvolgimento di più realtà. Diverse le zone d'ombra ancora oggi sussistenti e un giorno, neanche tanto lontano, alla luce potrebbero venir fuori elementi sconcertanti che al momento risulterebbero essere "secretati". Ed il tutto a pochi minuti dall'area di quella che oggi è nota come ex polveriera di Peteano, struttura costruita dopo la seconda guerra mondiale come avamposto Nato e da anni caduta in disuso militare, in una zona denominata del “Monte di mezzo”e a pochi km da quello che era il vecchio e caldo confine con la Jugoslavia. Una strage rimossa dalla memoria nazionale. Diventata non notizia. In tutto ciò il vicegovernatore della Regione, Riccardo Riccardi, a margine della cerimonia che si è svolta a Peteano in questo maggio 2018 a ricordo dei tre carabinieri uccisi in quel 31 maggio del 1972, Antonio Ferraro, Donato Poveromo e Franco Dongiovanni, ha anche detto che "La Regione, avendo in questa nuova legislatura tra i punti programmatici più importanti quello della sicurezza, è pronta - ha concluso - a collaborare sostenendo l'operato delle forze dell'ordine, alle quali, anche nel ricordo di tragedie come quella di Peteano, deve andare tutta la nostra gratitudine per l'impegno, la professionalità e la competenza che ogni giorno mettono al servizio della comunità". Quale il nesso tra le politiche della Regione in materia di sicurezza, con la strage di Peteano? Cosa c'entra tutto ciò con il ricordo di Peteano?

Marco Barone

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