Aquileia: il porto dell'Impero e l'ombra del Ventennio

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  Quando si cammina tra le rovine di Aquileia, non si sta passeggiando in una cittadina qualsiasi: si sta attraversando quella che era, a tutti gli effetti, la seconda città dell'Impero!  Una metropoli pazzesca. Però, oggi, per cogliere questa immensità ci vuole un grandissimo sforzo di immaginazione. Le pietre sopravvissute al tempo sono lì che vorrebbero disperatamente raccontarci una storia straordinaria, ma noi, spesso, facciamo fatica ad ascoltarla.  Perché c'è un problema. E il problema è che se vogliamo davvero capire e valorizzare Aquileia, dobbiamo liberarci di un ingombro non da poco: dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la visione che ci ha lasciato in eredità il fascismo e svecchiare, modernizzare il sito.  Prendiamo la fantomatica "via sacra". Voi andate lungo il porto fluviale, che all'epoca dei romani doveva essere un luogo vivacissimo, un viavai frenetico, un posto pieno di rumori, di mercanti, di facchini che imprecavano e caricavano merci.....

In una società senza rispetto e in un Paese in declino non poteva che arrivare il governo più destro di sempre

In un Paese in declino come il nostro, massacrato da orrori politici del passato più recente in estrema continuità, dalla corruzione, dalle mafie, dal non senso del bene comune, non poteva che arrivare il governo più destro di sempre. Nulla di straordinario. E chi ha favorito questa situazione e si candida eventualmente ad esercitare l'opposizione in Parlamento in modo intransigente farebbe miglior figura a tacere, a star zitto, o zitta, visto che le responsabilità principali, se ci troviamo in questo stato, sono proprio di costoro. Di un gruppo di potere diventato oggi minoranza, che ha mandato l'Italia e gran parte degli italiani in rovina e che rischia l'estinzione come quella dei dinosauri, solo che i dinosauri li rimpiangerai, alcuni di costoro proprio per niente.  A furia di rincorrere le destre, di emularle, l'originale ha prevalso e non poteva che prevalere.
Il razzismo, la xenofobia, l'intolleranza, l'odio, hanno autostrade spianate per governare un sistema profondamente in declino che andrà alla ricerca del suo ordine e della sua disciplina, di quella illusione di protezione in un mondo di 7 miliardi ed oltre di persone che nessuno potrà effettivamente garantire, perchè non vivi in nessuna isola felice, casomai in una piccola penisola infelice e depressa del Sud d'Europa che non sa più a quali specchi aggrapparsi pur di non veder riflessa la propria immagine, le proprie colpe e responsabilità. Meglio l'alibi dell'Europa che un mea culpa. Ma quello che si chiede è cosa accadrà nel Paese se il governo più destro di sempre fallirà?

Marco Barone 

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