L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

Immagine
      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

Il governo gialloverde sarà europeista altro che sovranità nazionale e prima gli italiani

Tanto tuonò che alla fine non solo non diluviò, ma neanche una goccia di pioggia arrivò. I tanti proclamati annunci del primatismo nazionale, del sovranismo nazionale, nel contratto di governo gialloverde a cosa si è limitato? "A difendere la sovranità alimentare dell'Italia e tutelare le eccellenze del Made in Italy". Oppure quando si parlerà della tutela del personale "delle Forze Armate per la protezione del territorio e della sovranità nazionale".

Per il resto questo contratto non mette in discussione nel suo cuore l'Unione Europea. Anzi, si chiede la piena attuazione "degli obiettivi stabiliti nel 1992 con il Trattato di Maastricht, confermati nel 2007 con il Trattato di Lisbona". E come è noto questi due Trattati sono quelli che hanno segnato l'estremismo liberista in Europa che ha favorito come non mai le diseguaglianze sociali. Le grandi battaglie dei gialloverdi si limiteranno ad esempio alla tutela dei marchi, a contrastare la confusione tra “Made by Italy” e “Made in Italy” e imponendo la dichiarazione di origine dei prodotti.

Si impegneranno nel superamento degli effetti pregiudizievoli per gli interessi nazionali derivanti dalla direttiva Bolkenstein. Mentre, per quanto concerne Ceta, MESChina, TTIP e trattati di medesima ispirazione scrivono che si opporranno " agli aspetti che comportano un eccessivo affievolimento della tutela dei diritti dei cittadini, oltre a una lesione della corretta e sostenibile concorrenza sul mercato interno."

Insomma niente di stravolgente o sconcertante. L'Europa delle diseguaglianze sociali può stare ben tranquilla, chissà se i sovranisti italiani e quelli che dicevano prima gli italiani avranno capito che in questo contratto di governo gialloverde non c'è nessun prima gli italiani e nessun dominio del sovranismo nazionale o messa in discussione sostanziale dell'Europa.
Marco Barone 

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?