Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Il governo gialloverde sarà europeista altro che sovranità nazionale e prima gli italiani

Tanto tuonò che alla fine non solo non diluviò, ma neanche una goccia di pioggia arrivò. I tanti proclamati annunci del primatismo nazionale, del sovranismo nazionale, nel contratto di governo gialloverde a cosa si è limitato? "A difendere la sovranità alimentare dell'Italia e tutelare le eccellenze del Made in Italy". Oppure quando si parlerà della tutela del personale "delle Forze Armate per la protezione del territorio e della sovranità nazionale".

Per il resto questo contratto non mette in discussione nel suo cuore l'Unione Europea. Anzi, si chiede la piena attuazione "degli obiettivi stabiliti nel 1992 con il Trattato di Maastricht, confermati nel 2007 con il Trattato di Lisbona". E come è noto questi due Trattati sono quelli che hanno segnato l'estremismo liberista in Europa che ha favorito come non mai le diseguaglianze sociali. Le grandi battaglie dei gialloverdi si limiteranno ad esempio alla tutela dei marchi, a contrastare la confusione tra “Made by Italy” e “Made in Italy” e imponendo la dichiarazione di origine dei prodotti.

Si impegneranno nel superamento degli effetti pregiudizievoli per gli interessi nazionali derivanti dalla direttiva Bolkenstein. Mentre, per quanto concerne Ceta, MESChina, TTIP e trattati di medesima ispirazione scrivono che si opporranno " agli aspetti che comportano un eccessivo affievolimento della tutela dei diritti dei cittadini, oltre a una lesione della corretta e sostenibile concorrenza sul mercato interno."

Insomma niente di stravolgente o sconcertante. L'Europa delle diseguaglianze sociali può stare ben tranquilla, chissà se i sovranisti italiani e quelli che dicevano prima gli italiani avranno capito che in questo contratto di governo gialloverde non c'è nessun prima gli italiani e nessun dominio del sovranismo nazionale o messa in discussione sostanziale dell'Europa.
Marco Barone 

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