Monfalcone, la toponomastica racconta l'identità politica di una città da sempre moderata ma nelle scuole prevale l'intitolazione militare

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  Se si vanno a guardare dal 1948 ad oggi le volontà democratiche del popolo monfalconese alle urne, si sono affermati ben otto sindaci democristiani, cinque sindaci socialisti sino al 1993, tre sindaci seppur con mandati rinnovati di centrosinistra,  dal 1993 al 2016 e dal 2016 amministra la destra radicale. Una città fondamentalmente di spirito centrista, moderato, moderazione che la si intravede anche nella storia della toponomastica e odonomastica cittadina. Perchè a volte i nomi dei luoghi, delle vie, delle strade e delle piazze, parlano meglio di qualsiasi altro atto e gesto politico. Fotografano ciò che è stato ma che non è detto che continuerà ad essere, perchè oggi riuscire a cambiare i nomi delle vie, nel bene o nel male, dipende dai punti di vista, è decisamente più complicato rispetto al passato che rischia pertanto di essere indelebile e rappresentare un mondo, una società che non esiste più con tutte le contraddizioni del caso. Su circa 300 vie esis...

Il governo gialloverde: dalle telecamere nelle scuole alle telecamere sulla divisa per le forze dell'ordine


L'ossessione della sicurezza ha trasformato le nostre città in luoghi video-sorvegliati come forse a volte non succede neanche nelle carceri di maggiore sicurezza. L'ossessione della telecamera è una costante della nostra società e non poteva che entrare all'intero del fantomatico contratto di governo giallo-verde. Due le questioni significative.

Quella prevista per le forze dell'ordine. Discorso che venne già avviato e sostenuto da diverse forze sindacali negli anni passati insieme al numero identificativo. Nel detto programma di governo si legge :Si dovranno dotare tutti gli agenti che svolgono compiti di polizia su strada di una videocamera sulla divisa, nell’autovettura e nelle celle di sicurezza, sotto il controllo e la direzione del Garante della privacy, con adozione di un rigido regolamento, per filmare quanto accade durante
il servizio, nelle manifestazioni, in piazza e negli stadi". E le telecamere sarebbero contemplate anche nelle scuole
A dire il vero il sistemo di video-sorveglianza per le scuole esiste già con le giuste limitazioni e garanzie come definite dal Garante per la protezione dei dati personali ed operano all'esterno dell'edificio. Nel provvedimento del Garante dell’8 aprile 2010 si prevede che “può risultare ammissibile l'utilizzo di tali sistemi in casi di stretta indispensabilità, al fine di tutelare l'edificio ed i beni scolastici da atti vandalici, circoscrivendo le riprese alle sole aree interessate ed attivando gli impianti negli orari di chiusura degli istituti” e che “ è vietato attivare le telecamere in coincidenza con lo svolgimento di eventuali attività extrascolastiche che si svolgono all'interno della scuola.”
 
E' fatto notorio che ci sono diverse proposte di legge presentate per inserirle nelle aule delle scuole dell'infanzia per controllare l'operato del personale scolastico, oltre che nelle strutture socio-assistenziali, per contrastare e prevenire i tremendi casi di violenza che lì si possono realizzare o si realizzano. Giusto o non giusto? Nel programma il riferimento però è previsto per il problema relativo al cyber bullismo e bullismo in genere. 
Così è scritto: "É necessario introdurre misure repressive per chi commette il reato e premianti per chi lo denuncia: prevedere sanzioni amministrative nei regolamenti scolastici; numero verde unico nazionale; premialità per gli studenti che denunciano episodi di bullismo (borse di studio); videocamere nelle scuole." Una volta introdotte le telecamere per controllare gli studenti, si spalancheranno le porte per controllare anche i docenti. Sarà inevitabile.

Marco Barone

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