La rosa di Nova Gorica dove il tempo si è fermato oltre la linea del confine

Immagine
Qui non siamo semplicemente su una collina; siamo su una faglia della storia, un punto dove le placche tettoniche della memoria europea hanno deciso di scontrarsi e miracolosamente, di restare in equilibrio. Immaginate la scena. Una scena reale, perché esiste e non è generata dall'I.A.  Siete lì, vi guardate intorno. Da una parte c'è il Castello di Gorizia , la fortezza, il Medioevo che è diventato nazione, con quel Tricolore che sventola a dire: "Qui siamo in Italia". Ma poi basta girare la testa, appena un po', ed ecco che la storia vi tira a modo suo per la giacca, sulla montagna di fronte, il Sabotino, quella scritta monumentale, TITO , che urla ancora oggi a tutto il mondo che Nova Gorica non è nata per grazia divina o per eredità dinastica. No, l'ha voluta il socialismo jugoslavo, l'ha creata l'uomo dal nulla, per sfida, sulla linea di confine. E in mezzo a questo scontro di simboli, tra nazionalismi e ideologie del Novecento che si sono fatte la...

Nova Gorica interrompa i rapporti con Gorizia



Non è la prima volta e non sarà forse neanche l'ultima volta che Gorizia e l'Italia dovranno vivere un sabato nero. Ricevere certi nostalgici è un qualcosa di veramente incomprensibile che continua a trovare spazio e legittimazione in una zona di confine come questa che ha conosciuto più che altrove le barbarie compiute soprattutto contro gli sloveni. Non è un caso che anche Gorizia ha avuto il suo Narodni dom. Il 4 novembre del 1926, sei anni dopo l'incendio del Narodni dom,un manipolo di fascisti, festeggiando la Celebrazione della vittoria, entrarono violentemente nelle sale del Trgovski Dom, gettando in cortile libri, mobili, oggetti, tutto quello che si poteva gettare venne gettato via fino a costituire un mucchio da bruciare. E bruciarono libri, documenti, mobili,oggetti, simboli, bruciarono l'identità slovena, il riscatto sloveno, tra una folla di cittadini che osservava anche applaudendo ed inneggiando Viva l'Italia. E' inaccettabile che nella Repubblica nata dalla resistenza, dall'antifascismo si possano legittimare a livello istituzionale, situazioni come quelle che si ripetono puntualmente ed annualmente a Gorizia. Vedere entrare bandiere come quella della Rsi all'interno del Comune di Gorizia è un qualcosa che non può essere accettato come fatto abituale, normale, o semplicemente tipicamente "goriziano".

Non erano tanti i nostalgici, questo è vero, neanche i sostenitori giunti da più parti, ma i sintomi di questi tempi evidenziano bene come le cose, giorno dopo giorno, vanno sempre di più nella direzione nera. Un sabato nero per l'Italia e Gorizia. La Presidente dell'associazione Decima Mas-Rsi, al TG3 del FVG dopo aver ringraziato  coloro che oramai son noti come "i fascisti del terzo millennio", per il loro striscione, ha detto che  "ringraziamo il signore che una parte di Gorizia è italiana" e nella sala della giunta hanno intonato anche l'inno della decima per la prima volta. Ora come può una città come Nova Gorica fino a quando Gorizia continua a legittimare queste situazioni, continuare a relazionarsi con Gorizia, almeno a livello istituzionale? Una riflessione andrà fatta anche sull'antifascismo in generale e generazionale, perchè sinceramente ci si aspettava una risposta più corposa dalla provincia goriziana, viste anche le tante adesioni, almeno sulla carta pervenute al presidio indetto contro la Decima Mas, Casapound ecc.



Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?