Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

Immagine
Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Il messaggio per Giulio Regeni non è più nella home dell'ambasciata d'Italia in Egitto




Son passati da poco tempo due anni da quel maledetto giorno che ha portato al rapimento di Giulio in Egitto, e mancano pochi giorni per i due anni dal ritrovamento del suo corpo, avvenuto il 3 febbraio.

L'Italia si è colorata di giallo, il giallo continua a resistere e resisterà ancora, anche se è innegabile che l'effetto tempo i suoi effetti li sta producendo, la normalizzazione tra Italia ed Egitto una volta iniziata non potrà essere fermata dallo stesso sistema che l'ha voluta ripristinare. Hanno sbattuto la porta in faccia a chi si è battuto in questo Paese, per la verità per Giulio, in modo scomodo, minando gli affari del capitale italiano in quel Paese dove i diritti umani non sono pervenuti. D'altronde è noto a tutti che è l'Italia ad aver bisogno dell'Egitto e non viceversa e questo lo si è visto bene su come si son messi sull'attenti quando ciò è stato richiesto se non si volevano perdere miliardi di euro di danari. 
Questo è quello che è accaduto. Depistaggi, omissioni, menzogne, sviamenti. Tanta euforia quando si è aperta la pista inglese, sulla quale è giusto indagare, ed approfondire le responsabilità, ma ha sconcertato quella distrazione che è emersa come se Giulio fosse stato ucciso in Inghilterra e non nell'Egitto criminale, è lì che si devono cercare mandanti ed esecutori. 
Intanto nella home del sito dell'ambasciata d'Italia in Egitto il messaggio dedicato a Giulio non è più presente. Forse visto come vanno le cose è "meglio" così  perchè il tutto più coerente con quello che parte del nostro sistema di potere e di rappresentanza politica sta facendo? Chiacchiere. Ma la verità non ha bisogno di chiacchiere che alla lunga rischiano solo di essere ancor più infanganti.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?