Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Quel vizio di sparare contro i segnali stradali non è più cosa da Sud. Si spara anche nel profondo nord est



Una cosa tipica di alcune zone del Sud Italia, soprattutto in Calabria e Sicilia e Campania è vedere i cartelli stradali, che non costano poi mica poco, tutti bucherellati. No, non si tratta di una misura contro il vento, ma di buchi dovuti a colpi di pistola o di fucile, colpi di arma da fuoco.

Chi lo fa per gioco, chi per dimostrare che il territorio è controllato dalle mafie, una firma, c'è chi firma i muri con una bomboletta e chi firma la propria stupidità di super eroe a colpi di pistola contro un segnale stradale.

Ora però non è più una cosa tipica del Sud.

Già, perchè andando verso Grado, l'isola d'oro, come la chiamano da queste parti, capisci come l'Italia si è unita. D'altronde per fare l'Italia unita ci son voluti milioni di feriti e mezzo milione di morti da parte italiana un mezzo da parte austriaca ed il puzzle della strage è servito. E si è posta una continuità in tal senso. Colpi di pistola o di fucile sparati contro inermi e dormienti segnali stradali.

Boom boom boom.

L'Italia è fatta, segnali di unità a colpi di pistola.

Marco Barone

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