Il Villaggio dell'Arte di città fiera di Udine: Quando la Bellezza Conquista l'Insolito

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  L'arte non chiede permesso. Non cerca templi sacri per esistere, ma conquista spazi ovunque , vibrando laddove l'umanità si ritrova, anche nei luoghi più inaspettati. Nel cuore di Udine, capitale del nostro Friuli, tra le geometrie quotidiane del Città Fiera, è fiorito un manifesto di pura meraviglia: uno spazio espositivo in movimento , battezzato con grazia "Il Villaggio dell'Arte" . Questa alchimia visionaria nasce dal desiderio di Antonio Maria Bardelli e dall’energia dell’imprenditrice Elena Iuri (amministratore unico di City Adv e coordinatrice del progetto), guidata dal segno colto del noto designer e direttore artistico Stefano Borella — orgoglio del territorio, recentemente selezionato nella giuria internazionale del prestigioso Prize Designs for Modern Furniture + Lighting 2026 . Il percorso inaugurale si rivela come un viaggio in due tempi, un ponte teso tra l'emozione pura e la memoria storica attraverso due mostre straordinarie: "Oltre lo...

Giallo a Trieste il 2017 si chiude sotto il segno della criminalità, tra omicidi, mafie e accoltellamenti



Sarà, la bella Trieste, pure nelle posizioni che contano, per la qualità della vita, per alcune classifiche, perchè non tutte le classifiche sono uguali e non tutte le classifiche rispondono agli stessi interessi, ma sicuramente questo 2017 si è concluso sotto il segno dell'allarme se non rosso sicuramente giallo.

Giallo a Trieste.
Una città che si presta ad ambientazioni da film, una scenografia teatrale e cinematografica perfetta, tra quella bellezza imperiale rimpianta ancora oggi da tanti, forse troppi, a quel fascino senza tempo che caratterizza una delle sue aree più suggestive, meno conosciute ma che attirerà gli occhi del gran capitale, porto Vecchio, guardando a quello che è stato Marsiglia, modernità che violenta il suo passato, o ad altre soluzioni all'italiana tutte da decifrare, comprendere, studiare, criticare, amare oppure odiare.

Una città che vorrebbe andare oltre il suo essere solo da scenografia teatrale o cinematografica, vorrebbe respirare, essere non più oggetto ma soggetto, soggetto attivo, che decide del proprio destino, non più in balia della bora, delle acque tempestose che sommergono il molo Audace, simbolo della Trieste contesa costruita sulle fondamenta di una San Carlo divenuta una sola cosa con la profondità dell'animo triestino.

Trieste ha ispirato libri, gialli, romanzi, film, poesie, musica, arte, ma ultimamente si è macchiata di episodi violenti. Trieste violenta potrebbe essere il titolo. Dall'omicidio nella sua prima periferia carsica, lì dove si scorge la meraviglia di tutta la bellezza del golfo triestino e si intravede l'Istria, quell'Istria persa a causa del fascismo e che non ritornerà più, nonostante fari e templi illusori, dagli accoltellamenti in città, all'incubo mafia che tormenta questa bellezza che a furia di specchiarsi ha evitato di affrontare di petto il problema cercando sempre di parlare di tentativi, di infiltrazioni evitate, ma non vuole riconoscere l'esistenza del male assoluto che ha demonizzato l'Italia, perchè le mafie, come la camorra, la 'ndrangheta a Trieste ci sono bellezza, e ci devi fare i conti e non son mica arrivate ieri, solo che si è fatto finta di niente a livello di approccio politico e culturale per diversi anni, anni di silenzio,  eppure le denunce vi erano, i segnali c'erano, la DIA nelle sue relazioni è da anni che dice di stare attenti alla zona di Trieste e Monfalcone, mica da oggi.  

Marco Barone

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