Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Giallo a Trieste il 2017 si chiude sotto il segno della criminalità, tra omicidi, mafie e accoltellamenti



Sarà, la bella Trieste, pure nelle posizioni che contano, per la qualità della vita, per alcune classifiche, perchè non tutte le classifiche sono uguali e non tutte le classifiche rispondono agli stessi interessi, ma sicuramente questo 2017 si è concluso sotto il segno dell'allarme se non rosso sicuramente giallo.

Giallo a Trieste.
Una città che si presta ad ambientazioni da film, una scenografia teatrale e cinematografica perfetta, tra quella bellezza imperiale rimpianta ancora oggi da tanti, forse troppi, a quel fascino senza tempo che caratterizza una delle sue aree più suggestive, meno conosciute ma che attirerà gli occhi del gran capitale, porto Vecchio, guardando a quello che è stato Marsiglia, modernità che violenta il suo passato, o ad altre soluzioni all'italiana tutte da decifrare, comprendere, studiare, criticare, amare oppure odiare.

Una città che vorrebbe andare oltre il suo essere solo da scenografia teatrale o cinematografica, vorrebbe respirare, essere non più oggetto ma soggetto, soggetto attivo, che decide del proprio destino, non più in balia della bora, delle acque tempestose che sommergono il molo Audace, simbolo della Trieste contesa costruita sulle fondamenta di una San Carlo divenuta una sola cosa con la profondità dell'animo triestino.

Trieste ha ispirato libri, gialli, romanzi, film, poesie, musica, arte, ma ultimamente si è macchiata di episodi violenti. Trieste violenta potrebbe essere il titolo. Dall'omicidio nella sua prima periferia carsica, lì dove si scorge la meraviglia di tutta la bellezza del golfo triestino e si intravede l'Istria, quell'Istria persa a causa del fascismo e che non ritornerà più, nonostante fari e templi illusori, dagli accoltellamenti in città, all'incubo mafia che tormenta questa bellezza che a furia di specchiarsi ha evitato di affrontare di petto il problema cercando sempre di parlare di tentativi, di infiltrazioni evitate, ma non vuole riconoscere l'esistenza del male assoluto che ha demonizzato l'Italia, perchè le mafie, come la camorra, la 'ndrangheta a Trieste ci sono bellezza, e ci devi fare i conti e non son mica arrivate ieri, solo che si è fatto finta di niente a livello di approccio politico e culturale per diversi anni, anni di silenzio,  eppure le denunce vi erano, i segnali c'erano, la DIA nelle sue relazioni è da anni che dice di stare attenti alla zona di Trieste e Monfalcone, mica da oggi.  

Marco Barone

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