Quando da Ronchi nel 1953 rischiò di partire una nuova marcia ma per prendere Trieste, fu fermata dagli inglesi

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Siamo negli archivi del Dipartimento di Stato americano, documenti desecretati da poco. E salta fuori un telegramma del 1953. Un documento che scotta, perché ci racconta quanto siamo andati vicini a un pasticcio colossale proprio lì, a Ronchi. Ma prima, facciamo un po’ di contesto. Trieste, in quegli anni, è un posto incredibile. C’è il Territorio Libero, che però sulla carta è una cosa e nella realtà è un’altra. Comandano gli Alleati. Prima c'è stato un generale inglese, Sir Terence Airey: un uomo che piaceva a tutti i filo italiani, un periodo d'oro! Trieste era un pezzo d'America in Italia: cinema a ogni angolo, dollari che giravano a fiumi e, pensate, più di tremila ragazze triestine che alla fine sposano soldati americani e partono per il "sogno". Airey era uno che vedeva di buon occhio gli italiani, era un anticomunista convinto, si andava d'accordo. Poi però arriva Sir Thomas Winterton. E qui la musica cambia. Winterton è un inglese tutto d...

Una interrogazione al Parlamento europeo: In Egitto arrestate 7 persone per "deviazione sessuale"

Una interrogazione scritta e pubblicata nel sito del Parlamento europeo  pone, per l'ennesima volta, una questione che evidenzia quanto la parola diritti umani non faccia rima con Egitto. "La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata". Magnifico concetto, eloquente, tassativo, chiaro, conciso espresso dall'articolo primo della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea. 
Grande Carta, come molti la chiamano, nel cui preambolo si legge chiaramente che : 
la Carta "riafferma, nel rispetto delle competenze e dei compiti della Comunità e dell'Unione e del principio di sussidiarietà, i diritti derivanti in particolare dalle tradizioni costituzionali e dagli obblighi internazionali comuni agli Stati membri, dal trattato sull'Unione europea e dai trattati comunitari, dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, dalle carte sociali adottate dalla Comunità e dal Consiglio d'Europa, nonché i diritti riconosciuti dalla giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee e da quella della Corte europea dei diritti dell'uomo." Precisando  che "Il godimento di questi diritti fa sorgere responsabilità e doveri nei confronti degli altri come pure della comunità umana e delle generazioni future."

Ma questa Europa con l'Egitto ci manca solo che offra l'altra guancia e chieda scusa. Latitante nella questione di Giulio Regeni, salvo quella ritualità che non aiuta la ricerca della verità ma solo il proprio lifting facciale politico, e verso tutte quelle meschinità che vengono denunciate nel globo intero e portate all'attenzione dell'Europa stessa. L'ultima in ordine di tempo è quanto accaduto a fine settembre 2017.
Questo il testo dell'interrogazione scritta:
"Lo scorso 25 settembre, Nabil Sedek, procuratore generale egiziano, ha ordinato un'indagine su diverse persone che avrebbero sventolato una bandiera arcobaleno durante un concerto che si era tenuto al Cairo il giorno precedente. L'indagine preliminare si è conclusa con la custodia cautelare di sette uomini, accusati di aver promosso pratiche di «deviazione sessuale». Un altro procuratore ha affermato che queste persone saranno sottoposte a esami medici per determinare se abbiano avuto o meno rapporti anali. L'omosessualità non è illegale in Egitto, ma le autorità egiziane spesso perseguono uomini gay con questa accusa. Si chiede pertanto al VP/HR: la delegazione dell'UE in Egitto ha intrapreso azioni specifiche in merito al presente caso, conformemente agli orientamenti dell'UE sulle persone LGBTI del 2013, o intende farlo, ad esempio presenziando alle udienze e visitando la prigione? Cosa intende fare il VP/HR al fine di tutelare i diritti umani delle persone LGBTI in Egitto? "

Come è stato denunciato con la presa del potere da parte di  Abd al-Fattah al-Sisi, dal 2014 ad oggi le persone arrestate, per il loro sospetto o reale orientamento sessuale, sono oltre 232. Ed in Egitto si stanno preparando a varare una legge che criminalizzerà le persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (lgbt)
Avanti tutta verso la normalizzazione dei rapporti, no?
Marco Barone

















 

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