Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Hanno scelto Anna Frank perchè ebrea, perchè femmina, perchè morta di tifo


Erano forse decenni che non si parlava così tanto di Annelies Marie Frank, detta Anne nome italianizzato in Anna Frank. Una ragazza che ha conosciuto una storia atroce, che in parte è riuscita a raccontare in quelle pagine volanti che porteranno al suo diario. Quando si parlerà di diario non potrai che pensare a lei. Una vita normale fino a quel giorno, in cui poi tra clandestinità, vite spezzate, famiglie spezzate, campi di concentramento ed a pochi giorni dalla liberazione morirà,  morirà di tifo.
Si è indignato tutto l'universo calcistico e non calcistico per quello che è accaduto all'Olimpico. Olimpo non più del calcio, ma della vergogna.  Botta e risposta tra non solo ignoranti della storia, ma delinquenti della storia e non esiste e non può esistere alcuna scriminante, alcuna giustificazione, alcuna comprensione, anche se minorenni. Perchè oggi hai la possibilità di informarti, di sapere chi fosse Anna Frank. Botta e risposta tra Anna Frank tifa Lazio come si è letto, pur nell'indifferenza sociale, su alcuni muri d'Italia all'adesivo di Anna Frank con la maglia della Roma. Si è detto che Anna Frank è morta di tifo due volte. Ma vi è di più. E' stata scelta lei, non solo perchè ebrea e perchè forse qualcuno ha voluto augurare il peggio al rivale, con l'ambiguità della parola tifo. Ma anche perchè femmina.

Vi è stata una vera e propria combinazione di oscenità e mostruosità, tra simpatie verso il nazismo, sessismo sfrenato ed odio brutale che dovrebbero far tremare i polsi a chiunque.
Chi sminuisce, chi giustifica, chi cerca di banalizzare è complice, di chi ha scritto Anna Frank tifa Lazio o con la figurina tifa Roma. Il calcio italiano ha cercato di reagire attraverso il simbolismo, ma non basta. Serve di più. E' innegabile che in molte curve italiane vi sono problemi di estremismi fascisti e razzisti importanti. Da sempre tollerati. Anna Frank tifa Lazio o Roma è la conseguenza di questa tolleranza, del non voler vedere, dello sminuire. E non so se siamo ancora in tempo per fermare quell'ondata di odio ed intolleranza e brutalità che è fortemente presente negli stadi italiani. 

Marco Barone


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