Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Hanno scelto Anna Frank perchè ebrea, perchè femmina, perchè morta di tifo


Erano forse decenni che non si parlava così tanto di Annelies Marie Frank, detta Anne nome italianizzato in Anna Frank. Una ragazza che ha conosciuto una storia atroce, che in parte è riuscita a raccontare in quelle pagine volanti che porteranno al suo diario. Quando si parlerà di diario non potrai che pensare a lei. Una vita normale fino a quel giorno, in cui poi tra clandestinità, vite spezzate, famiglie spezzate, campi di concentramento ed a pochi giorni dalla liberazione morirà,  morirà di tifo.
Si è indignato tutto l'universo calcistico e non calcistico per quello che è accaduto all'Olimpico. Olimpo non più del calcio, ma della vergogna.  Botta e risposta tra non solo ignoranti della storia, ma delinquenti della storia e non esiste e non può esistere alcuna scriminante, alcuna giustificazione, alcuna comprensione, anche se minorenni. Perchè oggi hai la possibilità di informarti, di sapere chi fosse Anna Frank. Botta e risposta tra Anna Frank tifa Lazio come si è letto, pur nell'indifferenza sociale, su alcuni muri d'Italia all'adesivo di Anna Frank con la maglia della Roma. Si è detto che Anna Frank è morta di tifo due volte. Ma vi è di più. E' stata scelta lei, non solo perchè ebrea e perchè forse qualcuno ha voluto augurare il peggio al rivale, con l'ambiguità della parola tifo. Ma anche perchè femmina.

Vi è stata una vera e propria combinazione di oscenità e mostruosità, tra simpatie verso il nazismo, sessismo sfrenato ed odio brutale che dovrebbero far tremare i polsi a chiunque.
Chi sminuisce, chi giustifica, chi cerca di banalizzare è complice, di chi ha scritto Anna Frank tifa Lazio o con la figurina tifa Roma. Il calcio italiano ha cercato di reagire attraverso il simbolismo, ma non basta. Serve di più. E' innegabile che in molte curve italiane vi sono problemi di estremismi fascisti e razzisti importanti. Da sempre tollerati. Anna Frank tifa Lazio o Roma è la conseguenza di questa tolleranza, del non voler vedere, dello sminuire. E non so se siamo ancora in tempo per fermare quell'ondata di odio ed intolleranza e brutalità che è fortemente presente negli stadi italiani. 

Marco Barone


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