Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Se Renzi dice che ha scioperato contro la buona scuola il 97% dei docenti e che il problema è la comunicazione

 Il Piccolo di Trieste riporta queste dichiarazioni di Renzi: "Abbiamo sbagliato la comunicazione sulla scuola - ha proseguito Renzi - Noi ci abbiamo messo sette miliardi e mezzo, ma il 97% degli insegnanti ha aderito allo sciopero. Quando succede una cosa simile qualche domanda uno se la deve fare". Errare è umano, si dice. Ma perseverare è veramente diabolico. Come prima cosa partiamo dai numeri, visto che sono stati dati i numeri. No. Non ha scioperato il 97% del personale scolastico e dei docenti contro la "buona scuola". Lo sciopero epocale per le sue adesioni del 2015, il primo così impattante nel mondo della scuola contro un governo di "centro-sinistra" ha visto una partecipazione tra il 72 e l'80% del personale. Cifre in ogni caso importanti, significative. Seconda questione. Renzi continua ad insistere che si è sbagliata la comunicazione. Ora, se io fossi un docente che ha scioperato contro la 107 del 2015, contro la peggiore legge mai scritta nel settore dell'istruzione da quando esiste la Repubblica italiana, mi sentirei offeso. Offeso nella mia intelligenza. Se un prodotto riesce male, presentarlo come buono,  non è che sia proprio una gran bella cosa. La 107 del 2015 presentata come buona, come un prodotto da cucina, con un bollino da ristorante di alta qualità, è stata ben compresa dal mondo della scuola. Certo, delle cose positive vi erano. Come il contrasto all'omofobia, anche se non espressamente normata, o la previsione della riduzione del rapporto tra docenti e studenti, anche se mai attuata, od il bonus docenti, che ha fomentato un caos tecnico pazzesco. Ma per il resto è una legge semplicemente fallita. E pericolosa. Riconosce enormi poteri alla dirigenza sempre più autoritaria, in una scuola sempre meno collegiale, si introduce il sistema aziendalista della chiamata diretta, si introducono i privati nella scuola. Per non parlare del contenzioso pazzesco che è stato raggiunto nella scuola da quando è entrata in vigore la "buona scuola". Contenzioso sia nelle sedi giudiziarie che stragiudiziali. Giusto per citare alcuni aspetti basilari. Quindi, ora capiamo che il Pd ha una paura matta di perdere le elezioni sia in FVG che in Italia e che è iniziata la propaganda elettorale, ma smettiamola di dire cavolate, abbiano la decenza di dire abbiamo fatto una legge pessima, che è fallita e va cancellata, punto. La questione morale ed etica conta ancora qualcosa in questo Paese? L'autocritica e l'umiltà esistono ancora? Con l'arroganza e la presunzione non si va lontano.

Marco Barone 


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