Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

#WM1ViaggioNoTav è il libro che racconta la più grande forma di resistenza in Italia dopo il '45

Un viaggio che non promettiamo breve è probabilmente il libro più difficile che ha scritto Wu Ming 1. Senza togliere nulla al passato, questo libro è diverso dalla sua importante produzione letteraria. Perché non è un semplice libro, un semplice racconto, o saggio, o romanzo, ma è il libro, il primo in assoluto, che racconta e spiega come è nata, come si è formata, come continua, la più importante forma di resistenza in Italia dopo la fine della guerra di liberazione. 
Non è un caso che sarà proprio in un luogo sacro per i Wu Ming, sconosciuto ai più, dove si riuscirà a trovare la giusta via per scrivere e comporre l'enorme articolato e complesso organico puzzle di quello che su Twitter è diventato uno degli  hashtag più diffusi, #WM1ViaggioNoTav, di quello che ha attirato subito l'ira dei soliti poteri forti e di quello Stato che tramite le sue articolazioni ha manifestato la nudità dell'essenzialità della morte dello Stato di Diritto. Realizzare, giusta o non giusta che sia, il TAV è prima di tutto una questione di principio. Non si può cedere, non si deve cedere a chi dice no, a chi lotta per il no, a chi si oppone allo Stato. Ragionamenti tipici e propri del ventennio fascista. Metodi proprio del ventennio fascista. Ma che per semplicità ed opportunità vengono ricondotti a quella unità nazionale, nel nome del compromesso, che si affermò per combattere lo stragismo e terrorismo rosso in Italia, non quello nero, quello non deve mai essere citato, anche se è quello che ha procurato più vittime, più danni, più tutto in assoluto dopo la caduta del fascismo.
Reprimere l'idea, l'opinione, la partecipazione, la condivisione, colpire in via indiscriminata non uno per punirne cento, ma cento per punirne mille, senza limiti di età, in ogni luogo, in ogni circostanza. Assedio. Assedio che dura da oltre vent'anni. Che ha perso, che è stato sconfitto, perchè il Tav non si farà mai in quella già violentata zona d'Italia, ma lo Stato non si arrenderà. 
 
Il libro su questa forma continua di resistenza, attraversa varie zone d'Italia, mostra la brutalità della cementificazione selvaggia, del culto della grandezza, delle star del cemento, delle "calatravate", delle speculazioni che hanno unito mafie di diverso colore sotto il nome del loro dio il Tav. E' un libro politico, che ha una enorme responsabilità politica, che Einaudi ha voluto, difeso, e sostenuto. Un libro che è il libro sulla nuova resistenza che in Italia entrerà a far parte un giorno nei libri di storia, e che oggi è parte integrante della nostra vita quotidiana. E' libro che ha posto le basi per contrastare il revisionismo storico che si abbatterà un giorno contro il movimento No Tav. Un libro che ha trovato, come già succintamente ricordato, la sua illuminazione, nel luogo dove si è consumata una delle stragi naziste più infami e nascoste, al dirupo di Sabbiuno, dove si è scelto simbolicamente in cento il numero delle vittime, ma furono molte di più, ignoti, irriconoscibili, spariti e dispersi. Un libro per conoscere, capire, ed agire.
 
Marco Barone 


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