Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Il nuovo ministro dell'Istruzione dice che il comma 16 della buonascuola sana diseguaglianze tra uomini e donne.E l'omofobia?



Il nuovo ministro senza laurea all'Istruzione, ma anche all'Università e Ricerca, giusto per non dimenticarlo, in una intervista all'Avvenire afferma, in merito al calderone che è maturato sul noto comma 16 della "buonascuola" ancora inapplicato, che in sostanza questo è finalizzato a contrastare le discriminazioni tra uomini e donne. 

Non ho mai fatto riferimento a una supposta "teoria gender", tanto meno a una "ideologia", non solo perché il pensiero ideologico mi è strutturalmente estraneo, ma perché una simile ideologia, ammesso che esista, e non è mai stata d’ispirazione per l’operato mio, o del Parlamento o del governo. Vorrei che la parola gender uscisse dal nostro vocabolario in questa accezione minacciosa, e che tornassimo a parlare di uguaglianza tra donne e uomini, in linea con le normative nazionali e internazionali sui diritti umani.

Si pensava, in buona fede, che la decisione di mettere questo ministro pro tempore, fosse maturata  per far digerire la buona scuola tramite l'unica cosa accettabile che era stata prevista, ovvero il comma 16, visto che la stessa lo aveva difeso e rivendicato. Forse si era creata una sorta di illusione, forse l'ambiguità di alcune affermazioni possono aver indotto a capire male. Non so ben dirlo. Ma lasciare intendere che il comma 16 è finalizzato  a contrastare le diseguaglianze tra uomo e donna, è una cosa che non rende onore al vero senso di quel comma, che è finalizzato a contrastare tutte le discriminazioni e soprattutto quelle omofobiche, e omofobia che nella lettera del nuovo ministro all'Avvenire non è mai stata citata, e che fine ha fatto? Ed ovviamente per contrastare l'omofobia si devono sostenere certi e dati ragionamenti, che non hanno nulla da condividere con l'inesistente teoria gender. E' così difficile parlare di omosessualità, ad esempio?

Marco Barone

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