Prima del Ventennio: cronache di intolleranza e squadrismo nel Monfalconese di fine Ottocento

Noi abbiamo questa immagine del vecchio Impero asburgico come di un meraviglioso mosaico di popoli.  Dove italiani, sloveni, tedeschi, ungheresi vivevano tutti insieme appassionatamente, l'imperatore Francesco Giuseppe che vegliava su tutti, e le lingue e le identità di ciascuno venivano rispettate. E in parte è vero. In verità, se andiamo a stringere l'obiettivo, se andiamo a guardare cosa succedeva davvero tutti i giorni, ad esempio nel Monfalconese e anche a Ronchi, scopriamo che la realtà era un bel po' più spigolosa. Nei documenti e nelle cronache troviamo episodi che, a leggerli oggi, mettono i brividi. Roba che noi chiameremmo squadrismo bello e buono, ma vent'anni prima che nascessero i fasci di combattimento! Un'intolleranza becera verso gli sloveni e verso l'uso stesso della loro lingua. I giornali dell'epoca non facevano una piega. Anziché inorridire davanti alla violenza, si schieravano apertamente, senza il minimo pudore, dalla parte di chi mena...

Dai mille giorni di Renzi, ai mille km al giorno di Gentiloni, cambiare poco, per cambiare nulla



In Italia vi è ultimamente la fissazione con i mille. Sì, vi è stata la spedizione dei mille, vi è la mille miglia, vi è anche la nota canzone di Baglioni, mille giorni di te e di me, ma questo concetto dei mille ha unito, nell'ottica di un risorgimento che non c'è, anche se l'orizzonte del partito della nazione non è tramontato per nulla, anzi, Renzi e Gentiloni. Dopo la batosta al referendum del 4 dicembre, sbandamenti e tanto altro, non si è ritirato dalla politica, come aveva promesso, ma conferito le dimissioni, nulla di straordinario, anche perchè se fosse rimasto al Governo, in Italia si rischiava veramente una tensione sociale enorme, perchè tutta l'antipatia se non l'odio che Renzi è riuscito a capitalizzare intorno alla propria persona non ci è riuscito neanche Berlusconi in vent'anni di politica attiva. E dopo mille giorni di governo, lascia, ma ritornerà. La partita è ancora lunga.
La palla passa a Gentiloni, per un governo amorfo, che non metterà mano ai disastri renziani, non potrà farlo, visto anche che la maggioranza parlamentare che lo sosterrà sarà la medesima che ha sostenuto i disastri renziani, dal lavoro, alla scuola, alle banche, ecc,  sarà di ordinaria amministrazione, la cui durata è direttamente collegata al congresso del PD. Cioè in Italia si potrà decidere quando andare alle urne, solo dopo che sarà stato fatto il congresso del PD. Roba da non credere, ma la situazione è questa.
E comunque, ritornando al concetto dei mille, è interessante notare come Gentiloni abbia percorso mille chilometri al giorno prima di arrivare alla guida pro tempore del Paese. Già. Chissà se si dovranno aspettare altre mille cose prima di andare alle urne.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?