Monfalcone, la toponomastica racconta l'identità politica di una città da sempre moderata ma nelle scuole prevale l'intitolazione militare

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  Se si vanno a guardare dal 1948 ad oggi le volontà democratiche del popolo monfalconese alle urne, si sono affermati ben otto sindaci democristiani, cinque sindaci socialisti sino al 1993, tre sindaci seppur con mandati rinnovati di centrosinistra,  dal 1993 al 2016 e dal 2016 amministra la destra radicale. Una città fondamentalmente di spirito centrista, moderato, moderazione che la si intravede anche nella storia della toponomastica e odonomastica cittadina. Perchè a volte i nomi dei luoghi, delle vie, delle strade e delle piazze, parlano meglio di qualsiasi altro atto e gesto politico. Fotografano ciò che è stato ma che non è detto che continuerà ad essere, perchè oggi riuscire a cambiare i nomi delle vie, nel bene o nel male, dipende dai punti di vista, è decisamente più complicato rispetto al passato che rischia pertanto di essere indelebile e rappresentare un mondo, una società che non esiste più con tutte le contraddizioni del caso. Su circa 300 vie esis...

Non si deve festeggiare per la vittoria di Trump e neanche piangere per la batosta del clan Clinton

Dopo Trieste, Monfalcone, dopo Monfalcone un qualcosa di più grande, enorme. Gli americani son rimasti a Trieste sino al 26 ottobre del 1954, a Monfalcone fino alla metà di settembre del 1947. Certo, non è che hanno mai abbandonato la nostra regione. Aviano docet, come il cataclisma che si è rischiato con la vicenda delle mine atomiche contro i cattivi sovietici, senza dimenticarci Gladio.E come dimenticare la rinascita della mafia, con lo sbarco in Sicilia, grazie al modo di operare dei grandi, immensi, esportatori di democrazia a colpe di bombe? Che dove mettono piede fanno solo disastri? Dopo il muro di Berlino il mondo è piombato nella globalizzazione più sfrenata, che ha prodotto guerre, diseguaglianze, impoverimento. E la risposta è stata a tale eccesso sinistrato che ha tradito i valori della sinistra, sputtanandola in toto, il protezionismo, il nazionalismo. E' colpa della sinistra che ha emulato la destra, ed annientato la sinistra, se il mondo vira a destra. Alla brutta copia si preferisce l'originale. Alla politica della ragione prevale quella della pancia, perchè quella della ragione era nel torto, non era più dalla parte dei poveri e del ceto medio, tradendo ogni ratio di solidarietà, fratellanza ed uguaglianza, aprendo autostrade a soluzioni semplici, rapide e consone all'affermazione di fascismi e razzismi.
Non vi sarebbe stato un bel niente da festeggiare nel caso della vittoria del clan Clinton. E neanche con la vittoria di Trump, che personalmente insieme ad altri, pochi a dire il vero, avevamo previsto, od almeno non ci ha stupito. Il problema è che in questo caso è mancata la libertà d'informazione, con la I, da parte di buona parte della stampa. Hanno fatto propaganda per la Clinton, così facendo non hanno dato la possibilità alle persone comuni di farsi una idea diversa di quello che stava realmente accadendo. Buona parte della stampa parziale, anche in Italia, e l'effetto è aver presentato Trump come il disastro, la Clinton come il bene. Ma per carità. Entrambi erano e sono insostenibili. Si è parlato dei muri con il Messico. Ma quanti sono a conoscenza che in Messico esiste già un confine super controllato da migliaia di poliziotti di frontiera e protetto da una recinzione enorme? Certo, i muri sono i muri, il messaggio di Trump era chiaro, ma non aver ricordato ciò che già esiste, come se fosse tutto rosa e fiori, è un piccolo esempio che spiega bene come è maturata una visione distorta delle cose. E poi nessuno aveva voglia di un conflitto catastrofico con la Russia, cosa che la Clinton difficilmente avrebbe evitato. Già si sentiva una certa aria di guerra con la vittoria di quella donna. Ed è anche singolare che la sua vittoria sarebbe stata epocale, con il solito bla bla bla della prima donna alla guida USA. Ma fateci il piacere, molte donne non si son mica sentite rappresentate da lei, anzi. Il fallimento della sinistra è dovuto anche ad una classe dirigente, sia essa locale che non, guardando anche alle vicende di casa nostra, che ha distrutto l'idea di sinistra. Classe dirigente che deve farsi da parte, da subito. Il popolo di sinistra si astiene, non vota, perchè manca una sinistra degna di tal nome, manca una classe dirigente di tal nome, e quanto accaduto in USA è solo l'inizio di un ciclo che avrà delle ripercussioni anche in Italia. Temo che dopo Trieste, Monfalcone, la Caporetto del Pd( partito destro) nella ricorrenza della rivoluzione d'ottobre,  ed USA,  il 4 dicembre sarà il sì a rischiare di vincere, perchè? Perché è una riforma convintamente di destra. Ovviamente spero di sbagliarmi, almeno su questo.
Marco Barone 

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