Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

"In guerra per amore",una fondamentale denuncia senza se e ma sullo sbarco in Sicilia ed il sostegno alla mafia


Non è, quella di Pif, una semplice commedia. E' un film che sicuramente farà ridere in alcune sue scene, altre saranno drammatiche, come drammatica è stata la guerra, altre saranno profondamente emozionanti, altre raccontano una Sicilia profondamente chiusa nei suoi "valori tradizionali" che ancora oggi esistono e resistono, ma il messaggio che viene lanciato è finalmente inequivocabilmente chiaro. Ci sono voluti 73 anni per arrivare, senza se e ma, a vedere un film che denuncia cosa hanno combinato gli americani, consegnando la Sicilia ai mafiosi, pur di avere strada libera, ed ostacolare il comunismo, liberando criminali, spacciati per antifascisti, assegnando ruoli di comando e di potere a mafiosi o persone vicine alla mafia, con la DC che ha svolto un ruolo di copertura importante in diversi acclarati e meno acclarati casi. La mafia come la chiesa in un certo senso, è sopravvissuta a tutto, e la democrazia nostrana è la mafia, o meglio quella di oggi è profondamente condizionata da quanto accaduto con il noto sbarco in Sicilia. Ed è assolutamente vero, lo vediamo nel sistema Italia, un sistema profondamente corrotto, dove pratiche e metodi ben noti nel Sud Italia ora esistono anche in alcune zone del Nord Italia, lì dove c'era la nebbia ora regna il sole della mafia. Senza sparare. Ma con metodi di clientelismo, di controllo capillare del territorio, andando casa per casa a chiedere i voti ecc. E non è necessario essere rigorosamente mafiosi, quello che conta è attuare pratiche proprie della cultura mafiosa per esercitare una forma di controllo sociale devastante per la democrazia reale. Con lo sbarco in Sicilia gli americani non hanno portato la libertà, ma consegnato l'Italia in mano ai mafiosi? La risposta è sotto il nostro naso, solo che si continua a non voler accettare questa realtà. E' più facile immaginare gli americani come quelli delle sigarette, cioccolato e latte in polvere che come quelli che hanno favorito la rinascita della mafia. Certo, vi è stato chi si è ribellato a ciò, ma il sistema di potere americano è pienamente responsabile, e questo film è una meravigliosa e drammatica ed anche ilare denuncia. Un film assolutamente da vedere, sicuramente scomodo, ma con il quale si tocca un tasto molto delicato. Senza consapevolezza e conoscenza non vi può essere alcun passo per un Paese migliore e questo film è un contributo per una Italia migliore, diversa e consapevole, un cazzotto nello stomaco nei confronti di chi continua a negare l'evidenza. D'altronde abbiamo visto come gli esportatori della democrazia si comportano ovunque vanno. Hanno fatto disastri.
Marco Barone 

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