Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Quando sia la medaglia della marcia su Fiume che di Roma venne assegnata alla camicie nere



Che la marcia di occupazione di Fiume abbia anticipato, per il suo essere razzista, eversiva, militarista, per il suo simbolismo, quella di Roma è stato ben spiegato, così come anche il fatto che D'Annunzio fosse in realtà una sorte di duce mancato. E quella continuità che vi è stata tra la marcia su Fiume del 12 settembre 1919, e quella del 1922 su Roma è provata anche dalla medaglia commemorativa.

Quella di Fiume è costituita da una disco di bronzo del diametro di 39 mm. con attacco a cambretta, che reca: sul dritto nella parte inferiore braccia che sollevano pugnali con al centro uno stendardo romano che sostiene un'aquila ad ali spiegate nella parte superiore della medaglia, ai lati dello stendardo la scritta "HIC - MANE / BIMUS - OPTIME" su due righe; sul verso La scritta "AI / LIBERATORI / XII-SETTEMBRE/MCMXIX", su quattro righe, sopra un serto di alloro, in basso sul bordo la scritta "FIUME D'ITALIA" su una pergamena srotolata.Il nastrino presenta tre fasce verticali eguali con i colori dello stemma del comune di Fiume: turchino, giallo e carminio.

Quella della marcia su Roma è costituita da una disco dal diametro di 34 mm. con attacco a cambretta; sul dritto una vittoria alata che regge con la mano destra una corona di quercia e sostiene con la sinistra un fascio littorio. Alle spalle della figura vi sono insegne legionarie, fasci littori e daghe romane.; sul verso al centro uno spazio quadrangolare vuoto ove l'insignito poteva far incidere il proprio nome. Alla base dello spazio quadrato è presente la sigla FM Lorioli & Castelli Milano et EB Mod. Rip. Ris (incusso). Lo spazio quadrato è delimitato da quattro fasci littori. Circolarmente il bordo è delimitato da un doppio cerchio in cui sono incise le leggende Marcia Su Roma, in alto, e 27 ottobre-1 novembre 1922, in basso. Tra le leggende sono presenti due piccole stelle. Il nastrino  di 37 mm, è diviso a metà verticalmente, a sinistra è rosso-amaranto ed a destra è giallo: i colori del comune di Roma. E come si può notare sono molto simili. 
Ma la continuità tra queste due idiozie verrà formalizzata dall'articolo 2 del Regio Decreto n. 273 del 31 gennaio 1926, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 49 del 1º marzo 1926 ove si dispose che " gli ufficiali della Milizia volontaria per la sicurezza possono fare uso anche della medaglia commemorativa della spedizione di Fiume e della marcia su Roma."  Le MVSN erano le camicie nere.

Marco Barone 

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