Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

In FVG abrogate le province nascono 18 UTI, ma chi ci ha capito niente?



In Friuli Venezia Giulia sono state abrogate le province e nascono 18 UTI, unioni territoriali intercomunali. Battezzate come mini 18 province, ma in realtà non è proprio così. Perché non si tratta di organi eletti dal popolo, ma prevalentemente caratterizzati da elezione interna e nomina interna. Contestate per diversi punti, e su diverse questioni, alcuni Comuni non hanno aderito, sono funzionali alla fusione dei Comuni, compromettono l'autonomia piena dei piccoli Comuni, i consigli comunali svolgeranno ruoli marginali, le opposizioni conteranno meno di un fico secco, ed i Sindaci, specialmente dei Comuni capofila, avranno un gran potere. Più che mini province potrebbero essere chiamate 18 mini contee. In FVG è stato anticipato quanto probabilmente accadrà nel resto d'Italia, ma nel resto d'Italia si ignora quanto accaduto in FVG, esiste un sito internet dove al momento il plurilinguismo non c'è, i lavori sono ancora in itinere, nonostante dovrebbero essere già attive seppur con funzioni limitate. Il punto della questione è chi ci ha capito niente? Legge complicata, non illustrata a dovere alla gente comune, che non ha capito niente o nella peggiore delle ipotesi pensano che siano solo beghe per poltrone o tra politici. Quanti sono a conoscenza del fatto che i Comuni che non aderiscono subiranno dei tagli, a livello di finanziamenti, pesantissimi? Quanti hanno capito che la maggior parte dei Comuni si trasformeranno praticamente in sportelli per il cittadino? Certo, molti diranno si risparmia, ma non è che nel nome del risparmio si deve favorire il decisionismo. La democrazia ha un costo e questo principio deve essere accettato. Personalmente sono favorevole all'abrogazione delle province, ma non a questa mostruosità normativa. E soprattutto è grave che il tutto sia avvenuto in modo incomprensibile per il cittadino medio il quale capirà il tutto solo quando vivrà sulla propria pelle i problemi che deriveranno da un sistema contorto, complesso, e contestatissimo e deciso in modo poco partecipato. Insomma il FVG ha dato un pessimo esempio in materia di specialità, quella specialità che la riforma costituzionale pone a rischio nel nome di uno Stato centralista solo per soddisfare interessi particolari e specifici che non sempre coincidono con quelli della collettività e per la tutela del bene comune.
Marco Barone

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