L'organizzazione O che ha anticipato GLADIO aveva come principale obiettivo il monfalconese ma fu Gorizia ad avere il primato di strutture paramilitari

Da pochi mesi è disponibile una mole di documentazione enorme che riguarda l'attività della commissione Moro (XVII legislatura),  come desecretata dall’Ufficio di presidenza della Camera dei deputati. Tra i vari documenti che interessano le indagini sulle zone ancora oggi tutt'altro che pienamente risolte sull'omicidio di Moro e gli agenti della sua scorta ve ne sono alcuni focalizzati su GLADIO e le organizzazioni di guerra ritenute non ortodosse che hanno avuto affermazione anche nel nostro territorio. Come la Organizzazione O    derivata dalla analoga organizzazione "Osoppo", che a sua volta traeva origine dalla omonima formazione partigiana anticomunista. Secondo quanto affermato in una scheda informativa proveniente dal Sismi alla quale ha attinto anche il Comitato Parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza per la relazione presentata il 4 marzo 1992, dopo la smobilitazione della formazione partigiana, avvenuta in data 24 giugno 194...

Eia, Eia! Alalà! Il 12 settembre a Monfalcone arrivano i visitors


Il 12 settembre in particolar modo nel monfalconese si celebra e si ricorda la dolorosa ma importante battaglia di Gorizia contro l'occupante nazifascista. 
A Selz di Ronchi si formerà, subito dopo il fatidico 8 settembre del '43 la prima brigata partigiana armata d'Italia che affronterà  in prima battuta il nemico proprio in quella lunga e tremenda battaglia. Ma quel giorno vi sarà anche chi vorrà celebrare il duce mancato, colui che con la sua marcia di occupazione di Fiume, partita casualmente da Ronchi, occuperà Fiume, che verrà annessa all'Italia sotto Mussolini ed il nome attuale di Ronchi, come è noto, include anche lo scellerato dei legionari per omaggiare quella pagliacciata.
Duce mancato, razzista, visto quello che ha soprattutto scritto contro i croati, guerrafondaio, insomma uomo certamente non da celebrare, che stona totalmente con il cuore di queste terre che hanno dato la vita per la resistenza. E l'impresa di Fiume ha anticipato in tutto quella su Roma. Su ciò abbiamo già scritto tanto, con l'iniziativa Ronchi dei Partigiani abbiamo portato Ronchi all'attenzione mediatica nazionale, con l'aiuto fondamentale di Wu Ming abbiamo conferito una sterzata decisiva ad una situazione nebbiosa. 
Ora si è recuperata quella conoscenza, quella consapevolezza che si era lentamente smarrita. D'Annunzio e la sua impresa sono da condannare, altro che celebrare. Si avvicina il centenario, qualcuno vorrebbe realizzare una sorta di pellegrinaggio da Ronchi a Fiume, che come è noto è in Croazia, dunque in uno Stato estero, e non in Italia, per ricordare quella sciagurata marcia eversiva e militarista, e nell'attesa di ciò, arrivano come sempre prevalentemente da fuori visitatori a celebrare ciò che non si può celebrare, magari volendo anche riproporre quel  grido Eia Eia Alalà, che voleva significare un bel o meglio brutto nulla, niente. Un niente che ritorna, un niente ignorato dalle comunità locali, un niente che si ritrova innanzi ad uno dei più brutti monumenti mai realizzati nella storia dell'umanità, che sorge sul territorio di Monfalcone, perchè Ronchi non ha nulla da spartire con un pezzo di storia che contrasta in modo pesante con i valori che hanno condotto la sua comunità a liberarsi dal fascismo e nazismo e Monfalcone prima o poi dovrà decidere che cosa farne di quella robaccia, che sicuramente vive in mondo indigesto.

Marco Barone

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