Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

Eia, Eia! Alalà! Il 12 settembre a Monfalcone arrivano i visitors


Il 12 settembre in particolar modo nel monfalconese si celebra e si ricorda la dolorosa ma importante battaglia di Gorizia contro l'occupante nazifascista. 
A Selz di Ronchi si formerà, subito dopo il fatidico 8 settembre del '43 la prima brigata partigiana armata d'Italia che affronterà  in prima battuta il nemico proprio in quella lunga e tremenda battaglia. Ma quel giorno vi sarà anche chi vorrà celebrare il duce mancato, colui che con la sua marcia di occupazione di Fiume, partita casualmente da Ronchi, occuperà Fiume, che verrà annessa all'Italia sotto Mussolini ed il nome attuale di Ronchi, come è noto, include anche lo scellerato dei legionari per omaggiare quella pagliacciata.
Duce mancato, razzista, visto quello che ha soprattutto scritto contro i croati, guerrafondaio, insomma uomo certamente non da celebrare, che stona totalmente con il cuore di queste terre che hanno dato la vita per la resistenza. E l'impresa di Fiume ha anticipato in tutto quella su Roma. Su ciò abbiamo già scritto tanto, con l'iniziativa Ronchi dei Partigiani abbiamo portato Ronchi all'attenzione mediatica nazionale, con l'aiuto fondamentale di Wu Ming abbiamo conferito una sterzata decisiva ad una situazione nebbiosa. 
Ora si è recuperata quella conoscenza, quella consapevolezza che si era lentamente smarrita. D'Annunzio e la sua impresa sono da condannare, altro che celebrare. Si avvicina il centenario, qualcuno vorrebbe realizzare una sorta di pellegrinaggio da Ronchi a Fiume, che come è noto è in Croazia, dunque in uno Stato estero, e non in Italia, per ricordare quella sciagurata marcia eversiva e militarista, e nell'attesa di ciò, arrivano come sempre prevalentemente da fuori visitatori a celebrare ciò che non si può celebrare, magari volendo anche riproporre quel  grido Eia Eia Alalà, che voleva significare un bel o meglio brutto nulla, niente. Un niente che ritorna, un niente ignorato dalle comunità locali, un niente che si ritrova innanzi ad uno dei più brutti monumenti mai realizzati nella storia dell'umanità, che sorge sul territorio di Monfalcone, perchè Ronchi non ha nulla da spartire con un pezzo di storia che contrasta in modo pesante con i valori che hanno condotto la sua comunità a liberarsi dal fascismo e nazismo e Monfalcone prima o poi dovrà decidere che cosa farne di quella robaccia, che sicuramente vive in mondo indigesto.

Marco Barone

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