L'organizzazione O che ha anticipato GLADIO aveva come principale obiettivo il monfalconese ma fu Gorizia ad avere il primato di strutture paramilitari

Da pochi mesi è disponibile una mole di documentazione enorme che riguarda l'attività della commissione Moro (XVII legislatura),  come desecretata dall’Ufficio di presidenza della Camera dei deputati. Tra i vari documenti che interessano le indagini sulle zone ancora oggi tutt'altro che pienamente risolte sull'omicidio di Moro e gli agenti della sua scorta ve ne sono alcuni focalizzati su GLADIO e le organizzazioni di guerra ritenute non ortodosse che hanno avuto affermazione anche nel nostro territorio. Come la Organizzazione O    derivata dalla analoga organizzazione "Osoppo", che a sua volta traeva origine dalla omonima formazione partigiana anticomunista. Secondo quanto affermato in una scheda informativa proveniente dal Sismi alla quale ha attinto anche il Comitato Parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza per la relazione presentata il 4 marzo 1992, dopo la smobilitazione della formazione partigiana, avvenuta in data 24 giugno 194...

Passare dai numeri alle lettere cambierà la valutazione degli studenti? Una grande pinocchiata


Viviamo in una società ad alta competizione, dove quello che conta è vincere, e basta. E questa logica è entrata nella scuola. Competizione, competenze, saper fare e non saper pensare. La proposta di abrogare il sistema dei voti numerici per sostituirli con le vecchie lettere, ha creato un certo entusiasmo tra diversi addetti ai lavori. Entusiasmo in parte dovuto alla esasperazione del sistema del voto numerico, letteralmente fallimentare. Ma siamo certi che ritornare al sistema delle lettere, significhi cambiare il senso della valutazione? La forma cambierà la sostanza? Penso proprio di no. Sono sciocchezze a parer mio quelle affermazioni che vogliono una diversa percezione, un diverso stimolo, se lo studente verrà giudicato con una lettera E piuttosto che con un 5. L'invito a migliorarsi, ad impegnarsi può arrivare anche con il cinque. Anzi, la lettera E, segna l'ultimo valore in termini negativi in materia di valutazione, e dunque oltre il fondo si può solamente risalire. Ovvio, banalità. Ma vi è una ulteriore considerazione che deve essere effettuata. Nel Pubblico Impiego da diverso tempo è stato introdotto il sistema della premialità, che ha comportato la suddivisione dei lavoratori in in diversi raggruppamenti e questi nella maggior parte dei casi sono:  Classe di merito Giudizio “A” La prestazione risulta ottimale “B” La prestazione risulta di rilievo “C” La prestazione è adeguata ed in linea con le aspettative “D” La prestazione risulta migliorabile. Verrebbe da pensare che è a questo modello che si stanno ispirando coloro che vogliono eliminare il sistema del voto numerico, altro che stimolo per migliorarsi. Il problema vero rimane quello della valutazione. La scuola dovrebbe semplicemente istruire lo studente, fare in modo che tutti possano raggiungere i livelli basilari di apprendimento. E per fare ciò non è necessario valutare, giudicare, classificare. Certo, si obietterà, ma nella società le cose funzionano così, vi è una classificazione generalizzata e diffusa, su tutto, dal lavoro, allo sport. Ma questo non significa che le cose non possano mutare e la base di partenza deve essere la scuola per una nuova concezione della società. Dunque, a parer mio, tra voto numerico e giudizio espresso in lettere, per come funziona la società oggi, non vi è alcun tipo di differenza, muterà la forma, che forse sarà più consona alle classificazioni sociali e pseudo-meritocratiche in corso, ma certamente non la sostanza.

Pubblicato per Tecnica della Scuola 

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