Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Scuola:bisogna solamente dire grazie a chi sciopera contro l'INVALSI


Più di dieci anni di prove INVALSI più di dieci anni di scioperi. La punta massima degli scioperi contro le prove dell'INVALSI si è verificata nel 2015, in virtù dell'onda contro la "buona scuola". Ogni anno si ripresentano sempre le medesime problematiche, con scuole che cercano di riorganizzare il servizio, si sospende l'ordinaria attività didattica, si lavora per un soggetto terzo gli studenti sono soggetti a stress significativo, ed il tutto per un sistema che è stato fallimentare fin dalla sua concezione, e che a sua volta, al suo interno, vive continue lamentazioni di carenze di fondi, di precariato e così via discorrendo. Dieci anni e più di INVALSI hanno comportato solo una grande situazione di conflitto nelle scuole, di perdita di tempo se non anche di soldi. Si deve dire grazie ai docenti che sciopereranno anche per più di un giorno contro queste prove. Grazie perché con la loro azione si battono per la tutela dei diritti dei lavoratori, visto che si lavora gratis e per un soggetto terzo, per la difesa della libertà professionale e d'insegnamento, visto che queste prove determinano e condizionano fortemente ciò, per la difesa di una scuola critica che non ti addestri alle risposte preconfezionate e come decise dal sistema, per una scuola che sappia lavorare con la giusta lentezza e non con le prove a cronometro,per la scuola dell'inclusione e non dell'esclusione, visto quello che accade a chi verrà escluso da queste prove, per una scuola che rifiuti la logica della competizione, del solo saper fare, per una scuola semplicemente pubblica, che poi altro non è quella della nostra Costituzione. Ecco, a queste persone, ai nostri lavoratori, alle nostre lavoratrici che sciopereranno si deve dire semplicemente grazie.
Pubblicato per Tecnica della Scuola
Marco Barone 

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