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I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Monfalcone non è come una Banlieue di Parigi, ma...

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Il terzo millennio è iniziato sotto il segno delle guerre, Afghanistan, Iraq, tensioni epocali tra USA e Corea del Nord, terrorismo islamista, guerra in Etiopia, in Ucraina, e chi più ne ha più ne metta per arrivare alla situazione attuale tra Israele e Palestina che non nasce dal nulla ma è un sistematico filo della tensione e del dramma che continua dalla fine della seconda guerra mondiale. In tutto ciò, come è sempre stato detto, con l'ISIS, nessun posto al mondo può ritenersi al sicuro, nessuno, anche nel nostro piccolo FVG dove abbiamo visto le barriere antiterrorismo. In tutto ciò arriviamo a Monfalcone. Una città che vede buona parte della popolazione di fede musulmana, che non significa essere fondamentalisti islamisti, una città che è stata plasmata in questo modo da Fincantieri,  per rimanere competitiva sul mercato, e destra e sinistra e centro locale, per quanto possano lottare sul ring della politica, nulla possono e potranno fare per cambiare ciò. Perché spetterà solo...

La chiusura dei confini non è mai stata la soluzione, la soluzione è la politica di una Nazione

Per la seconda volta, nella sua storia, da quando è entrato in vigore Schengen, il FVG dovrà fare i conti, nell'arco di pochi anni di distanza, con la chiusura o sospensione temporanea dell'area di confine, della libera circolazione delle persone. Prima l'emergenza era il COVID, e come ben sappiamo quella misura di chiusura dei confini è stato un palliativo inefficace, ora, per ragioni di sicurezza nazionale dovute al terrorismo e questione emigratoria. Quando ci fu il fenomeno record di migrazioni con la rotta balcanica non si arrivò a queste radicali decisioni. Il vero punto nodale della questione è la politica che una Nazione intende adottare. L'esempio degli esempi è quanto accaduto con il minuto di silenzio voluto dalla UEFA per le vittime del terrorismo. Deliberatamente quel minuto di silenzio, contestato nella notte di Wembley da migliaia di timidi fischi, non è stato pensato per le vittime palestinesi della reazione spropositata israeliana, siamo arrivati ad o...

Il"muro"che non scandalizza il mondo.Quello che divide ma anche unisce Israele ed Egitto

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I tempi della guerra dei sei giorni in parte sono stati superati dalla necessità di affrontare un "nemico" comune. Quel nemico, che nasce come funghi, che pare aver unito Paesi come Israele ed Egitto, e favorito alleanze ed interlocuzioni con diversi Paesi di tutto il mondo, a partire dall'Europa, Russia e America. Qualcuno forse dovrebbe interrogarsi su chi sta effettivamente dietro il "terrorismo" e domandarsi a cui alla fine giova realmente. Ebbene, per contrastare questo terrorismo e soprattutto l'immigrazione che proviene dall'Africa, Israele che ha ultimato il suo muro che divide il confine con l'Egitto si vanta dei "successi" maturati, grazie ad un muro enorme, una fortezza chiamata "Hourglass" che con i suoi radar, telecamere, e sensori è probabilmente il più avanzato e invalicabile al mondo. Quel mondo che pare essersi girato dall'altra parte. Israele è una vera fortezza. E questo muro seppur divide fisicamente is...

Gerusalemme città contesa, guardando a Trieste e Fiume, passando da quell'atto mai contestato del '95

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Gerusalemme è la città contesa per eccellenza, ognuno avrà le sue ragioni od i suoi torti. E' sicuramente il simbolo di un mondo diviso, spaccato, di abusi e violenze, di resistenze e passione. Una situazione passionaria quella di Gerusalemme che non conosce pace e forse mai la conoscerà. La questione tra Israele e Palestina non è solo una roba religiosa, di popoli, di diritti, ma anche di civiltà, di poteri, di società, che si scontrano. Gerusalemme come città libera internazionale, come doveva esserla Trieste, per i fatti successivi alla seconda guerra mondiale, che ha visto dopo l'Impero austroungarico il Regno d'Italia, la Germania, la Jugoslavia, il GMA, il TLT mai costituito e di nuovo l'Italia, o come lo Stato libero di Fiume/Rijeka nei primi anni '20 successivo all'occupazione eversiva e militarista dannunziana che porrà le basi per l'assegnazione all'Italia fascista di quella città.    L'atto compiuto dal Presidente degli Stati Uniti...

Né con Hamas né con i sionisti, fermate il genocidio contro i palestinesi

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Per genocidio si intenderebbero quella serie di atti commessi con l'intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico,razziale o religioso. La striscia di Gaza è sotto costante assedio. La comunità palestinese è soggetta, in modo metodico, da anni, ad atti finalizzati a sradicare il loro insediamento da quella piccola e sottile fetta di terra che determina, in un certo senso, l'equilibrio tra Occidente ed Oriente. Cannonate e bombe, contro razzi e pallottole, ruspe e distruzione, contro sassi e grida. Davide è diventato come e peggio di Golia e questo Golia uccide in modo sostanzialmente incontrastato. E' in corso un mero genocidio, il mondo occidentale, che spinge la bilancia verso il proprio equilibrio che determinerà lo squilibrio ai danni della comunità palestinese, è semplicemente e volutamente complice di tutto quello che ora accade. Le soluzioni non sono certamente le guerre, ma in casi diversi e similari è bastato molto meno per invade...