Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Il FVG è tra le Regioni con il più alto numero di dipendenti nelle Istituzioni pubbliche



Il 9° Censimento industria e servizi, istituzioni e non profit, dell'Istat, evidenzia che le istituzioni pubbliche attive al 31 dicembre 2011 sono in Italia 12.183, con una diminuzione di oltre il 20 per cento rispetto alla rilevazione censuaria del 2001. Per l'Istat la contrazione è la conseguenza per un verso di interventi normativi che hanno modificato la natura giuridica di talune istituzioni e, per altro verso, dei processi di razionalizzazione interni al settore che negli ultimi anni hanno prodotto diversi accorpamenti tra enti. La trasformazione di numerosi enti da diritto pubblico a diritto privato come anche le politiche di limitazione del turn over dei pubblici dipendenti hanno determinato anche una consistente contrazione delle risorse umane impiegate nel settore delle istituzioni pubbliche. Infatti, rispetto al 2001, gli addetti diminuiscono dell’11,5 per cento, i lavoratori temporanei del 21,3 per cento, mentre aumentano in misura considerevole (+18,1 per cento) i lavoratori esterni (tra i quali i collaboratori). E' significativo notare come tutti i comparti interni al settore delle istituzioni pubbliche subiscono diminuzioni percentualmente rilevanti del numero di addetti ma fanno eccezione le Province, nelle quali l’incremento è stato dell’11,3 per cento in coerenza con il contemporaneo aumento del loro numero (da 102 a 109) e le Comunità montane o isolane e unioni di comuni, dove gli addetti sono aumentati del 42,9 per cento anche in relazione ad un aumento del numero di unità istituzionali attive (da 355 a 573). La distribuzione degli addetti nelle regioni e negli enti locali e nelle aziende del servizio sanitario nazionale è caratterizzata da una relativa concentrazione dei dipendenti in Lombardia (13 per cento del totale nazionale), in Sicilia (10,4 per cento) e in Emilia Romagna (8 per cento). Però i valori più elevati del rapporto tra addetti e popolazione residente si registrano in Sicilia e nel Friuli-Venezia-Giulia (26-28 addetti per 1.000 abitanti), mentre quelli più bassi in Puglia, Lombardia e Campania (16-17 addetti per 1.000 abitanti). Rispetto al 2001, ricorda l'Istat, l’incidenza dei dipendenti delle regioni, degli enti locali e delle aziende ed enti del servizio sanitario nazionale sulla popolazione residente è diminuita in Italia da 23,5 a 21,5, ma nel decennio hanno ulteriormente aumentato il già elevato rapporto la Valle d’Aosta, dove l’indicatore è aumentato da 67,8 a 78,7, Trento dove è passato da 59,8 a 60,2, la Sicilia dove è cresciuto da 25,5 a 26,5

 Marco Barone 

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