Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Vento di rivolta a Zagabria. Breve report dalla Croazia.

Cielo cupo ma anche misterioso quello che accoglie l¨alba di Zagabria.
Respiri profumo di Arabia, percorri le vie calde ed accoglienti del centro di tal metropoli dell¨est non Europa, gia¨ perche¨ dovete sapere che la Croazia, quella del popolo genuino, rifiuta di entrar nel sistema del Capitale Europa.
Ed ecco che cosi all¨improvviso vieni travolto dal vento di rivolta di Zagabria.
Tante persone, un corteo libero e spontaneo, senza testa e coda, con bambini, anziani e cittadinanza pura, percorrendo le vie della metropoli, in tal domenica di marzo, apparentemente assopita, ecco che il grido dell¨indiano oppresso dal potere americano, sveglia gli animi dormienti, imprigionati tra le mura delle case colorate croate.
La polizia e¨ lontana dal corteo, che scorre e scorre liberamente per le vie della citta¨.
Ma in verita¨ la scovi celata presso i palazzi del potere, dietro l¨angolo del muro che circonda la voce della protesta.
Tale rivolta, segue le manifestazioni di protesta contro il governo del premier Jadranka Kosor.
Vi sono stati nei giorni scorsi anche  violenti scontri fra dimostranti e polizia.
Ma oggi il vento di rivolta domenicale, era caratterizzato dal grido della continuita¨.
Non esiste domenica contro il potere.
Ecco che allora decidi di salir sulle alture della metropoli. 
Colori raggianti, con leggeri e non invasivi tocchi di campana, nel silenzio del tramonto croato, accompagnano le voci della protesta, che giungono innanzi al poeta immortale Matos. 
Tali voci  scuotono  la immobilita¨ apparente del potere vigente.
E¨ un mondo in rivolta.
Si respira aria diversa, di attesa, di cambiamento.
La Croazia e¨ vicina.

Marco Barone

M e G

Commenti

  1. incredibile però, la croazia è vicinissima, ma in italia nessuno o quasi parla di quel che sta succedendo!!!

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