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Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Brexit: è la naturale conseguenza del fallimento dell'Unione Europea, ognuno pensa a se stesso

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Sono in tanti a pensare che Londra farà bene ad andare via dall'Unione Europea. Londra non ha adottato l'euro, Londra è ai margini nelle politiche di questa Unione Europea, Londra potrebbe divenire una potenza ancora più forte, paradossalmente, rompendo con l'Unione Europea. Queste sono le conseguenze del fallimento dell'Unione Europea, del suo capitalismo delle sue politiche estreme liberiste. Dopo il Brexit ci sarà ovunque l'effetto del si salvi chi può e per salvarsi non è che le strade sono poi tante. O si ripensa globalmente l'Unione Europea, a partire dalle sue politiche liberiste, dove il bene comune deve ritornare ad essere bene comune, il bene pubblico, bene pubblico, oppure dopo il Brexit sarà veramente l'amen di un progetto idealmente bello, praticamente diventato una catastrofe. Il problema è che sono stati i nazionalismi, estremi o non estremi, a condurre determinate battaglie, ed i nazionalismi hanno portato razzismi, favorito l'affe...

Referendum sul MOSTRO del 19 giugno. A Monfalcone potrebbe arrivare un deciso no

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L'attenzione sul 19 giugno  giornata che chiamerà non ad esprimere una semplice opinione i cittadini dei Comuni di Ronchi, Staranzano e Monfalcone, ma un voto, è alta. Oramai ci siamo. Il 19 giugno è arrivato. Sarà interessante capire anche come si esprimeranno i cittadini di Monfalcone. Si da per scontato che a Monfalcone vinca il sì, perché avrebbe solo da guadagnarci in tema di rilevanza politica da questa fusione. D'altronde Monfalcone è già il capoluogo dell'UTI della Sinistra Isonzo e diventerebbe anche il capoluogo del nuovo Comune Monfalcone Ronchi Staranzano. Ma il fronte del no è presente anche a Monfalcone. Monitorando le iniziative poste in essere dal sì nella città dei cantieri, in tutti i sensi, non pare esserci stato un grande entusiasmo verso questa fusione, nonostante gli interventi di quelli che si potrebbero chiamare i big del PD, dalla Serracchiani in poi. I motivi del no su Monfalcone sono vari, il più rilevante è che questo tipo di fusione cond...

Il referendum del 19giugno per il MOSTRO e lo scontro tra i due PD di Ronchi e Monfalcone

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Che la questione del referendum sulla fusione dell'improponibile Comune Monfalcone Ronchi Staranzano fosse soprattutto un regolamento di conti tra il PD, è fatto notorio. I motivi sono vari, e nascono soprattutto dalla non iniziale condivisione di una diversa progettualità su questo territorio. Tra chi parla di una diversa fusione, tra chi di unione solo dei Comuni e così via dicendo. Personalmente ho sempre manifestato una valutazione positiva nei confronti di una unione tra tutti i Comuni della Sinistra Isonzo, salvaguardando l'autonomia decisionale e democratica dei singoli Comuni.  Ora, però, questo scontro è anche visibile. I pannelli elettorali, rimasti praticamente vuoti per il referendum sulle trivelle,  hanno l'onore, si fa per dire, di avere la presenza di due manifesti in particolare, tra i pochissimi presenti. Il primo, riferendomi alla foto in testa al post, ad essere collocato tra tutti i manifesti, è stato quello voluto dal PD di Monfalcone. Sfo...

" La direzione giusta" a Trieste? Essere circondati da alcuni nostalgici e simboli del ventennio

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Una bandierina tricolore, nella cui parte centrale domina l'aquila, bandiera che non dovrebbe più esistere sulla faccia della terra e che di storico non ha un bel niente. In Italia è normale essere denunciati per vilipendio al tricolore se si sventola la bandiera della formazione partigiana della Brigata Garibaldi, quella con la stella rossa al centro, denunce che poi ovviamente vengono archiviate, mentre se si espongono simboli del fascismo o che manifestano nostalgia nei confronti di quel periodo, tutto ordinario, tutto normale. Normale è che ancora in alcune iniziative politiche e di carattere "storico" o meglio visto il caso di cui ora trattasi pseudo-storico, ci siano i simboli di associazioni nostalgiche del ventennio. Pare che questa sia la direzione giusta per Trieste, no? Così come normale è che puntualmente delle rappresentanze istituzionali ed amministrative, partecipano a certe iniziative ove alcuni simboli del ventennio ci sono, come se fosse tutt...

Gli incidenti ad Euro 2016: sono un segnale del ritorno dei nazionalismi estremi

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Non mi sono mai definito europeo, perché essere europeo non significa assolutamente nulla. Ho invece sostenuto l'europeismo, perché mi piaceva l'idea di poter circolare liberamente tra i vari Stati, non avere più confini, ma senza compromettere le specificità dei vari Paesi. Hanno fatto l'Europa senza aver fatto gli europei. E' mancato qualsiasi processo di intermediazione graduale culturale. hanno, nel nome dell'omologazione neoliberista europea, massacrato l'Europa del Sud, ammazzato la nostra economia, le nostre peculiarità, dall'agricoltura alla pesca, il famigerato made in Italy non significa più nulla, ma si è ridotto ad un mero slogan banale ed elettorale, perché oggi superato dalla costante omologazione nella globalizzazione diffusa. Lo Stato deve ritornare ad essere Stato, i beni comuni devono ritornare ad essere beni comuni, i beni pubblici, pubblici, nel tempo ove tutto è stato venduto e svenduto al capitale privato. Quando si impongono le ...

Più campagne e meno cemento, difendere la nostra agricoltura e la qualità del cibo

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L'Italia si dice, anzi oramai è diventata una chiacchiera da bar visto come rischiano di precipitare le cose, è il Paese dell'arte, del turismo e del cibo. Ma in Italia si fa poco o nulla per valorizzare e difendere la nostra arte, il nostro turismo ed il cibo. Anzi, si è fatto molto per compromettere i nostri beni artistici, il nostro turismo, il nostro cibo.  Ha prevalso la politica della grande globalizzazione, che ha comportato un vero e proprio massacro per buona parte della nostra economica, favorendo processi di omologazione. Dove un tempo c'erano le campagne ora sorgono inutili opere pubbliche per la collettività, cemento ed ancora cemento. Dove una volta c'erano le campagne ora sorgono impianti della così detta energia alternativa, non perché all'improvviso si sia diventati tutti più  rispettosi dell'ambiente, ma per un semplice motivo. Come è noto la principale voce del bilancio europeo è stata quella dell’agricoltura che si abbassa anno dopo ann...

L'Intervento di Sgarbi a Trieste? Difficilmente incrementerà voti per Dipiazza

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Il vero punto di svolta per il futuro di Trieste, che fa gola a molti, è l'immensa area del Porto Vecchio, che in questo caso vede sia Cosolini che Dipiazza, che il 19 giugno si confronteranno al ballottaggio, sulla stessa posizione per quanto concerne il recupero di quell'area dove sono previsti investimenti consistenti. A sostegno di Dipiazza in piazza della Borsa a Trieste insieme a Matteo Salvini è intervenuto Vittorio Sgarbi. Sgarbi è da diverso tempo che frequenta Trieste. Nel 2011 ha avuto un ruolo importante nella nota biennale di Trieste presso il Magazzino 26 di Porto Vecchio. Nel 2015 ha illustrato il progetto di recupero di alcuni magazzini portuali ed una foto pubblicata sul Piccolo lo vedeva insieme all'uscente Sindaco del Pd tutti sorridenti. I sorrisi, se mai sono stari reali, sicuramente nel giorno 11 giugno del 2016 sono venuti meno tra Sgarbi e Cosolini. Sgarbi ne ha dette di tutti i colori contro il Sindaco Cosolini, ma anche ha parlato, in m...