Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Referendum sul MOSTRO del 19 giugno. A Monfalcone potrebbe arrivare un deciso no



L'attenzione sul 19 giugno  giornata che chiamerà non ad esprimere una semplice opinione i cittadini dei Comuni di Ronchi, Staranzano e Monfalcone, ma un voto, è alta. Oramai ci siamo. Il 19 giugno è arrivato. Sarà interessante capire anche come si esprimeranno i cittadini di Monfalcone. Si da per scontato che a Monfalcone vinca il sì, perché avrebbe solo da guadagnarci in tema di rilevanza politica da questa fusione. D'altronde Monfalcone è già il capoluogo dell'UTI della Sinistra Isonzo e diventerebbe anche il capoluogo del nuovo Comune Monfalcone Ronchi Staranzano. Ma il fronte del no è presente anche a Monfalcone. Monitorando le iniziative poste in essere dal sì nella città dei cantieri, in tutti i sensi, non pare esserci stato un grande entusiasmo verso questa fusione, nonostante gli interventi di quelli che si potrebbero chiamare i big del PD, dalla Serracchiani in poi. I motivi del no su Monfalcone sono vari, il più rilevante è che questo tipo di fusione condannerebbe Monfalcone a divenire un centro pseudo-industriale con tutte le conseguenze del caso. Ma il vero motivo che a Monfalcone rischierà di dare una consistenza al no è che questo voto sarà prima di tutto politico. Un voto contro il Pd renziano, ma anche un voto contro l'attuale amministrazione comunale che rischia di pagare alcune decisioni a dir poco infelici, la più significativa e scandalosa è sicuramente il ritiro dalla costituzione di parte civile dal processo sull'amianto. Monfalcone vive dei problemi enormi. Non esiste una comunità coesa come a Ronchi e Staranzano, l'aver subito le politiche dei cantieri ha comportato l'affermazione di una elevata tensione sociale che se per alcuni estremi è sfociata in sentimenti beceri di intolleranza e razzismo, per altri aspetti è più che evidente l'incomunicabilità sussistente all'interno della città, letteralmente spaccata in due. A Monfalcone ci sono muri, muri visibili, li percepisci quando attraversi via Sant'Ambrogio e Corso del popolo, li senti e li tocchi quando cammini in una desertificata piazza della Repubblica. Insomma non è da escludere che la sorpresa di questo voto possa arrivare anche da Monfalcone, una sorta di anticipo di voto politico ed amministrativo, anche perché quello sulla fusione ha una importante valenza politica.

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