Passa ai contenuti principali

Brexit: è la naturale conseguenza del fallimento dell'Unione Europea, ognuno pensa a se stesso



Sono in tanti a pensare che Londra farà bene ad andare via dall'Unione Europea. Londra non ha adottato l'euro, Londra è ai margini nelle politiche di questa Unione Europea, Londra potrebbe divenire una potenza ancora più forte, paradossalmente, rompendo con l'Unione Europea. Queste sono le conseguenze del fallimento dell'Unione Europea, del suo capitalismo delle sue politiche estreme liberiste. Dopo il Brexit ci sarà ovunque l'effetto del si salvi chi può e per salvarsi non è che le strade sono poi tante. O si ripensa globalmente l'Unione Europea, a partire dalle sue politiche liberiste, dove il bene comune deve ritornare ad essere bene comune, il bene pubblico, bene pubblico, oppure dopo il Brexit sarà veramente l'amen di un progetto idealmente bello, praticamente diventato una catastrofe. Il problema è che sono stati i nazionalismi, estremi o non estremi, a condurre determinate battaglie, ed i nazionalismi hanno portato razzismi, favorito l'affermazione diffusa, seppur non da sopravvalutare, di neofascismi e neonazismi. E se dopo il Brexit, con la probabile vittoria di chi vuole l'uscita dalla inconcludente Unione Europea, si lascerà ai nazionalismi la gestione della eventuale uscita dei vari Paesi dall'Unione Europea, è facile immaginare il rischio, alto, elevato, di gravi situazioni di tensioni tra i vari Stati. Alla fine dei conti i nazionalismi altro non sono che il peggior effetto collaterale di una Unione Europea che mai ha saputo essere Unione, basta vedere come si è comportata nei confronti della Grecia, letteralmente massacrata. Se Londra uscirà dall'Unione Europea ciò non sarà una tragedia, potrà essere da stimolo per l'Unione Europea di ripensarsi. Ma se ciò non lo saprà fare, se saranno i nazionalismi a dominare il dibattito pubblico e gli indirizzi politici dei vari Paesi, allora ci sarà un grosso problema da affrontare. Fin quando vi è vita, vi è speranza, se crolla l'Unione Europea si potrà sempre costruire qualcosa di nuovo, e quello che viene da pensare, viste le risposte come attuate da parte dei soliti mercati alla possibilità del Brexit, è che sono più i mercati, più i capitalisti ad essere preoccupati dal crollo dell'Unione Europea, dall'uscita di Londra, che i comuni cittadini e questo vorrà pur significare qualcosa in una UE dove alla fine dei conti nessuno si sente realmente europeo o si è mai sentito europeo.

Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Togliatti: "tutte le campagne circa le persecuzioni degli italiani in Jugoslavia sono calunnie e menzogne"

Togliatti nella prima pagina dell'Unità del 7 novembre 1946, racconta il suo viaggio a Belgrado e l'incontro con il Maresciallo Tito. "Il Maresciallo Tito mi ha dichiarato di essere disposto a consentire che Trieste appartenga all'Italia, cioè sia sotto la Sovranità della Repubblica italiana qualora l'Italia consenta di lasciare Gorizia alla Jugoslavia, città che anche secondo i dati del nostro ministero degli esteri è in prevalenza slava. La sola condizione che il Maresciallo Tito pone è che Trieste riceva in seno alla Repubblica italiana uno statuto autonomo effettivamente democratico che permetta ai triestini di governare la loro città ed il loro territorio secondo principi democratici". Alla domanda, cosa pensava di questa proposta, Togliatti, rispose: io penso che è ora di smetterla di servirsi della questione triestina per seminare discordia tra due popoli i quali sono entrambi popoli di lavoratori che debbono collaborare nel modo più stretto allo scop…

Il concerto di Trieste per la sofferenza degli innocenti ed il discorso assurdo di Arguello al Family Day

Domenica 25 giugno, alle ore 20.30, piazza Unità d’Italia, ospiterà il concerto “La sofferenza degli innocenti”, organizzato da Diocesi, Comunità Ebraica e il Comune di Trieste. Si legge che "composta da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, l'opera sinfonico-catechetica presenta la sofferenza di una madre ebrea, Maria di Nazareth, che vede uccidere suo figlio, una sofferenza inaudita che le attraversa l'anima, una spada, un dolore assimilato a quello di ogni madre davanti alla morte dei propri figli, vittime innocenti in tanti campi di concentramento come Auschwitz, Majdanek, Mauthausen, Treblinka, Trieste." Tutti coloro che parteciperanno a quel concerto dovrebbero avere ben ferme nella mente le parole assurde pronunciate da Argüello nel suo discorso, al Family day del 2015 a Roma,  tra le altre cose applaudito, con uno striscione enorme alle spalle con scritto "stop gender nelle scuole". Una riflessione che nasce sul femminicidio e da un…